Il bambino oppositivo

No, no, no e NO! Da quando ha iniziato a parlare, il vostro bambino ha testato e adottato “no” come parola del giorno, del mese, dell’anno… Vostro figlio ha capito il potere illimitato di questo termine e lo utilizza in tutte le salse.

Benvenuti nella fase di opposizione che, se tutto va bene, dura…fino ai 3 anni.

Perché vostro figlio dice “no”?

I “no” sono cominciati quando il vostro bambino ha iniziato a camminare, quando ha acquisito la consapevolezza di essere un’entità indipendente da sua madre. È la fine della fase di fusione con voi, che coincide con il periodo di apprendimento dell’autonomia e delle sue prime libertà fisiche.

Vostro figlio si muove senza avere bisogno di voi e ciò lo porta a desiderare di dimostrarvi di essere indipendente anche per tutto il resto. Tutto ciò passa attraverso l’esercizio del “no”.

Cosa vuol dire “no”?

Il no che esce dallo bocca di vostro figlio vuol dire molte cose. Innanzitutto, no significa no. Poi ha anche tutta una serie di significati diversi, come “perché no, non ora, non se me lo chiedi” e “sì”! Potendosi contrapporre a voi, tramite il suo no impara ad accettare autonomamente le vostre regole e, di conseguenza, a obbedirvi.

Il no: una sfida?

Il no permette a vostro figlio di scoprire un universo completamente nuovo. Diventa padrone di sé. Felice di dire “no”, vi farà un sorriso a tutti denti. Non prendetela come una sfida personale ma piuttosto come una vittoria del vostro bambino che sta testando la sua attitudine ad affermarsi.

Cosa devo fare quando dice no?

Dice no? Dovete mostrargli che avete sentito il suo “no”. Per quei “no” che non sono fondamentali, scendete a compromessi. Se dice di no alla merenda, posategliela accanto e invitatelo a mangiare quando avrà fame. È importante dargli la possibilità di scegliere: Preferisci indossare il tuo maglione bianco o quello rosso? Se invece non vuole mettersi la giacca per uscire, non è possibile discutere: fa freddo e deve indossarla, anche se non è d’accordo.

Non ne posso più dei suoi no!

Innanzitutto è necessario comprendere che non si tratta di un capriccio ma di una vera e propria manifestazione di indipendenza, finalizzata alla costruzione della sua personalità. Prendetela con distacco e sdrammatizzate i suoi no. Se gli ponete più domande a cui risponde sempre di no, proponetegli qualcosa che gli piace particolarmente e ridete con lui dei suoi no. In particolare, non ditegli che è stancante o che non ne potete più dei suoi no.

Siategli da esempio

Per riuscire ad ampliare il suo vocabolario con termini diversi da no, formulate diversamente le vostre frasi. Non ditegli “Non mangiare così velocemente”, ma “Mangia lentamente”. Invece di dirgli “Non ho tempo”, dite “Sì, voglio giocare con te ma prima devo finire il mio lavoro”.

Un bambino che non dice no?

È abbastanza eccezionale che un bambino non passi per la fase di opposizione. Potrebbe però capitare che si contrapponga a voi in un altro modo, magari meno evidente dei secchi “no”.

Traduzione dal francese di Laura Tenorini
tratto da www.cote-momes.com

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