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Ritiro da scuola e homeschooling: istruzioni, moduli e iter da seguire

È possibile effettuare il ritiro da scuola, gratuitamente, per istruire i figli in autonomia, sotto la propria responsabilità; tale percorso è pienamente legale e si chiama istruzione parentale.
Nunzia Vezzola, docente e socia fondatrice dell’Associazione Istruzione Famigliare (LAIF), in questo articolo spiega come avviare il ritiro da scuola a favore dell’homeschooling, quali sono i moduli da compilare e le informazioni necessarie per non farsi trovare impreparati.

Ritiro da scuola: i moduli da compilare

La legge (D. Lgs. 62/17) prevede che i genitori scrivano una comunicazione al Dirigente scolastico del territorio di residenza, nella quale dichiarano sia di aver deciso di provvedere all’istruzione del figlio mediante l’istruzione parentale sia di possederne le capacità o tecniche o economiche.
Detta comunicazione va inviata preferibilmente via raccomandata con ricevuta di ritorno (o via pec), unitamente alla comunicazione del ritiro da scuola (se il ragazzino era iscritto) ed è sufficiente a iniziare il percorso di istruzione parentale.
A questo link trovate i moduli consigliati.

Il ritiro da scuola non implica un nulla osta da parte dell’istituto, né autorizzazioni, né costo alcuno: non c’è nessuna ragione perché esso debba essere a pagamento. Né è necessario ricorrere a un avvocato.
Non risultano essere necessarie dichiarazioni aggiuntive, né bisogna fornire motivazioni o giustificazioni della propria scelta, né ci risulta che sia obbligatorio l’uso di una modulistica determinata. Nei casi in cui il Dirigente dovesse avere delle richieste ulteriori, gli sarà richiesto di  sostenerle con i dovuti riferimenti normativi.

La comunicazione non può essere né accolta né rifiutata: la facoltà di avvalersi dell’istruzione parentale è un diritto costituzionale e quindi il Dirigente scolastico non può che prenderne atto.
Ci risulta però, per esempio, che la provincia di Trento abbia intrapreso una linea di rigidità non completamente coerente con la legislazione nazionale. Al momento, l’associazione LAIF è impegnata anche su questo fronte per la tutela delle famiglie homeschooler e per il pieno riconoscimento della dignità dell’istruzione parentale.

L’istruzione, l’homeschooling e la legge costituzionale

La legge italiana pone in capo ai genitori la responsabilità dell’educazione e dell’istruzione dei figli: a cominciare dalla Costituzione della Repubblica italiana (Art. 30: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire e educare i figli”), proseguendo con il Codice civile (Art. 147) e le leggi successive, in Italia è ai tutori dei fanciulli che spettano le scelte di indirizzo per la loro educazione e istruzione.

Chi manda i ragazzi a scuola è chiamato infatti, per esempio, a esprimere la propria volontà se avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica, oppure se iscrivere il figlio nella sezione Montessori o in una sezione convenzionale. Con l’età, il ventaglio di possibilità aumenta: la scuola media con l’Inglese potenziato, piuttosto che quella a indirizzo musicale, una lingua comunitaria o un’altra. E alle superiori, a maggior ragione, si dovrà scegliere il corso di studi più idoneo al proprio figlio.

La nostra Carta Costituzionale stabilisce anche l’obbligo, non di frequenza scolastica come troppo spesso si tende ad affermare, ma di istruzione (Art. 34: “L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”): spetta ai genitori provvedere a istruire i figli mettendo in campo tutte le azioni che ritengono più opportune per i ragazzi.
La norma costituzionale precisa che “nei casi d’incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti” (Art. 30): il servizio scolastico interviene là dove i tutori dei bambini o ragazzi siano incapaci a provvedere direttamente alla loro istruzione, o dove essi ritengano opportuno delegare.

Ritiro da scuola anche ad anno scolastico iniziato

I genitori, dunque, sono in prima linea nelle scelte importanti per i propri figli: hanno il diritto (la libertà) e il dovere (la responsabilità) di provvedere all’istruzione. Ed è previsto che optino anche per un’istruzione al di fuori della scuola, in un percorso di maggiore autonomia nell’istruzione e nell’educazione.
La decisione di intraprendere un percorso di questo tipo si può fare in qualsiasi momento e il ritiro da scuola si può effettuare anche ad anno scolastico iniziato, senza dover fornire motivazioni di alcun genere.

L’istruzione parentale in Italia, non solo è legale, ma ha anche una lunga tradizione: già nel 1877, la Legge Coppino  specificava che l’obbligo di frequenza scolastica vigeva solo nei casi in cui i genitori non potevano provvedere direttamente all’istruzione dei loro figli, nei casi di “orfani, fanciulli senza famiglia accolti negli istituti di beneficienza”. All’epoca si chiamava istruzione paterna o privata. E già allora per praticarla legalmente era sufficiente  presentare la dichiarazione dei genitori di possedere i mezzi per provvedervi.


di Nunzia Vezzola
Docente di scuola superiore e socia fondatrice dell’Associazione Istruzione Famigliare – www.laifitalia.it.

Commenti (7)

    • Lory

    • 6 mesi fa

    Si ma poi a fine anno che cosa deve fare un esame per passare alla classe successiva?

    • Carmela Turco

    • 4 mesi fa

    Ho deciso insieme a mia figlia per l’anno scolastico 2020/2021 di scegliere l’homeschooling per l’idoneità al IV anno del Liceo Classico. Abbiamo presentato ad inizio anno la documentazione necessaria al sindaco ed al liceo in cui aveva frequentato i primi due anni.
    Ora, tuttavia, ci troviamo in difficoltà, perché nessun istituito in provincia di Latina vuole accettare la sua richiesta all’esame di idoneità.
    Cosa potremmo fare? C’è qualche legge a cui appellarsi?
    Grazie.
    Carmela Turco
    P. S. : contatto telefonico: 3493541538

      • Nunzia

      • 4 mesi fa

      Buongiorno Carmela,

      Se non ho capito male, sua figlia ha intorno ai 18 anni e non è più in obbligo di istruzione. Perciò può scegliere se fare l’esame oppure no.

      Se desidera comunque farlo e non trova una scuola nonostante i suoi tentativi, suggerirei:
      – di chiedere una risposta scritta alle rispettive scuole, soprattutto se questa è negativa,
      – una volta ottenute le risposte, di scrivere all’Ufficio scolastico Provinciale e/o Regionale e segnalare la cosa, allegando le risposte delle scuole a cui si è fatta richiesta di esame.

      Resto a disposizione per ulteriori dubbi.
      Un caro saluto.
      Nunzia

    • Nunzia

    • 4 mesi fa

    Buongiorno Lory,
    Scusi il ritardo nella risposta: c’erano difficoltà tecniche che ora ho risolto.
    Rispondo alla sua domanda: è previsto che la scuola effettui una verifica e validazione del percorso di istruzione del ragazzino, in particolare in riferimento alle Indicazioni nazionali per il curricolo.
    Le lascio un link per eventuali approfondimenti: https://www.laifitalia.it/faq/.
    Un saluto.
    Nunzia

    • Federica Buratta

    • 3 mesi fa

    Salve , ho due figlie una di 11 anni e una 8 da ottobre ci siamo avvalse dell’educazione parentale e il 15 marzo abbiamo inviato mail sia alla dirigente che al sindaco disponendo il ritiro scolastico e cancellazione dai registri scolastici, non ho avuto mai alcuna risposta.
    Oggi in data 27 aprile la dirigente con una mail fa richiesta di presentazione domanda d’esame o sarà suo dovere segnalare in riferimento dell’art 731 c.c.
    Avendone disposto il ritiro sono in egual modo sogette ad obbligo d’esame?

    • Nunzia

    • 3 mesi fa

    Buongiorno Federica,

    Le lascio solo alcune osservazioni, prima di rispondere alla sua domanda:
    – non è dovuta una risposta alla comunicazione di istruzione parentale; certo, sarebbe un segno di gentilezza e collaborazione, ma anche queste, evidentemente, non sono dovute;
    – la dirigente fa un riferimento non corretto: certamente intendeva richiamare l’art. 731 del Codice Penale e non del Codice Civile
    – il testo dell’art. 731 del Codice Penale recita: “Chiunque, rivestito di autorità o incaricato della vigilanza sopra un minore, omette, senza giusto motivo, d’impartirgli o di fargli impartire l’istruzione elementare è punito con l’ammenda fino a euro 30.” Difficile sostenere, e dimostrare, che i genitori abbiano omesso “di impartire l’istruzione elementare” al proprio figlio soltanto perché non gli hanno fatto sostenere l’esame. Ancor più che l’abbiano fatto “senza giusto motivo”.

    Certamente la Dirigente non ricorda la sentenza del Tribunale di Pescara (https://www.laifitalia.it/2018/11/30/motivazioni/), nella quale è stato ribadito che non esiste necessariamente un nesso fra mancato esame e presunta violazione dell’obbligo di istruzione (https://www.laifitalia.it/2018/12/08/pisano/).

    La risposta alla sua domanda è articolata: il ritiro da scuola non esime dal dovere della scuola di vegliare sull’effettivo accesso all’istruzione da parte di tutti i bambini/ragazzi.
    Che poi questo si chiami esame e che si svolga in un certo modo, è tutto da discutere.
    Probabilmente, muovendosi con il dovuto anticipo, si sarebbe potuto cercare un dialogo e negoziare un accordo per un “esame” veramente inclusivo, che possieda una reale “finalità formativa” (D.Lgs. 62/2017, art. 1), che sia svolto “ai fini della verifica dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione” (art. 2 comma 7 D.M. 5/2021), e “coerente con gli obiettivi e i traguardi previsti dalla Indicazioni e declinati nel curricolo” (Indicazioni nazionali per il curricolo, 2012, cap. Valutazione).

    Sperando di esser stata utile, le invio un caro saluto.
    Nunzia

    • laura

    • 2 mesi fa

    Buongiorno Nunzia sono la mamma di due bambine che la settimana scorsa hanno sostenuto il primo esame di idoneità per la prima e la seconda primaria.Premetto che stiamo attendendo gli esiti e che la scuola dove hanno sostenuto l’esame era sì di appartenenza ma non era quella dove erano iscritte a settembre 2020 poichè le ho ritirate da scuola a dicembre 2020 e aggiungo per fortuna!.
    La mia domanda adesso è questa :
    l’esito dell’esame dovrò inviarne una copia per raccomandata alla scuola dove erano iscritte a settembre 2020 in quanto scuola vigilante oppure non devo inviare nulla a nessuno poichè la scuola dove hanno sostenuto gli esami era quella del territorio di appartenenza? Ti ringrazio sin da ora cordialmente Laura.

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