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Verso un nuovo lockdown?

Per la gestione della fase 2 della pandemia in Italia è stato attivato uno specifico sistema di monitoraggio disciplinato dal decreto del ministero della Salute del 30 aprile 2020.
È appena uscito, in data 23 ottobre, il “Report settimanale monitoraggio fase 2 relativo al periodo 12-18 ottobre 2020”.
Tra i punti chiave di questo report è possibile leggere il seguente: «Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (106/107). La maggior parte di questi focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare (81,7%) che, al momento, rappresenta un contesto di amplificazione della circolazione virale e non il reale motore dell’epidemia».

Perché un nuovo lockdown provocherebbe più contagi

Dovrebbe bastare un’affermazione di questo tenore a sbarrare la strada a ogni possibilità di lockdown, anche minore, anche limitato nel tempo e nello spazio, e a metter fine a una stucchevole diatriba lockdown sì, lockdown no.
Il report riporta ciò che ogni persona di buon senso sa perfettamente: se chiudi in casa persone negative fai la cosa giusta, ma se chiudi in casa per settimane anche persone positive, e anzi molte persone positive, (come succederebbe se si passasse al lockdown in questi giorni) fai la cosa più sbagliata. Queste persone positive innanzitutto contageranno tutti coloro che sono obbligati alla convivenza prolungata con loro e, di conseguenza, provocheranno la morte di molti anziani gravati da più patologie preesistenti.



Gli anziani, ancora la categoria più a rischio

A causa del lockdown della prima fase proprio questo è avvenuto: si sono potuti contare quasi 29.000 morti in otto settimane, una media di 520 morti giornalieri che fa impallidire i numeri dei morti giornalieri di questi giorni, se pur di forte contagio.

C’è di più, perché l’ultimo report del 4 ottobre sulle caratteristiche dei deceduti per opera dell’Istituto Superiore di Sanità segnala che i deceduti positivi al coronavirus sono anziani con un’età media di quasi 83 anni (in crescita) e, quel che più è significativo, con una media di 3,4 (in crescita) patologie preesistenti.
Ecco, se si vogliono ammazzare tutti o quasi gli anziani che ci sono in Italia con questo numero di patologie preesistenti, la strada è tracciata: procedere a un secondo lockdown globale o, in alternativa, a tanti lockdown limitati territorialmente.
Fossimo nella Germania del Terzo Reich questa sarebbe indubbiamente la direzione che verrebbe seguita senza indugio al fine di provvedere alla eliminazione di vite “non degne di essere vissute”.


di Roberto Volpi
Statistico e autore di Coronavirus Covid-19. No! Non è andato tutto bene.

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