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“Metodo Estivill”, nessun valore scientifico e minaccia per lo sviluppo affettivo dei bambini

sonno bambiniC’è un enorme equivoco circa l’efficacia e la validità scientifica del cosiddetto “metodo Estivill” illustrato nel (troppo) famoso libretto “Fate la nanna” edito nel 1999 da Mandragora (1). Gli autori si rifanno ad un metodo noto da più di un secolo che mira a far estinguere comportamenti ritenuti non desiderabili.

I risvegli notturni dei bambini dai sei mesi in poi rientrerebbero tra questi comportamenti e i genitori dovrebbero applicare questo metodo per assicurare a se stessi e ai propri neonati notti intere senza risvegli.

È quantomeno curioso notare come in fondo al libro in questione non ci sia neanche un rigo di bibliografia e come dalla sua pubblicazione ad oggi gli autori non abbiano pubblicato neanche uno studio scientifico sull’applicazione del “loro” metodo.

Al contrario, autorevoli associazioni mondiali hanno prodotto documenti ufficiali in cui si mette in guardia dai possibili rischi collegati a questo metodo. Vediamone alcuni:

Esiste una nota pubblicata dall’Associazione Australiana per la Salute Mentale Infantile (2) (AAIMHI) sugli effetti dannosi del lasciar piangere i bambini durante l’addormentamento o ai loro risvegli. L’articolo in questione si riferisce al pianto associato al sonno e ai metodi che pretendono di far dormire i bambini utilizzando l’estinzione graduale, cioè una tecnica comportamentale diretta a modificare i comportamenti considerati patogeni.

Il pianto, quindi, rientrerebbe tra questi comportamenti indesiderati e modificabili attraverso apprendimenti che gradualmente lo renderebbero inutile. Infatti è proprio questo che i metodi in questione provocano: non che il bambino non si svegli, bensì che non usi più il pianto per richiamare il genitore in caso di necessità.

La nota dell’AAIMHI afferma che:

- Il pianto dei bambini è sempre un’indicazione di stress o di disagio emotivo. Non rispondere al pianto dei bambini (ovvero evitare di confortarli) insegna ai bambini a non cercare conforto emotivo quando sono in una situazione di disagio. Questo vuol dire che perdono fiducia nelle figure parentali e nella relazione che si instaura con loro.

- Intorno ai sei mesi di vita i bambini sperimentano l’ansia da separazione. Questo vuol dire che devono elaborare il concetto che se la madre (o altra figura parentale di riferimento) si allontana poi ritornerà e loro non verranno lasciati soli. Questo processo di elaborazione può durare diversi mesi, ma è essenziale per il loro equilibrio anche in età adulta.

- I bambini normalmente hanno bisogno dei genitori per essere confortati di notte fin circa ai tre/quattro anni (alcuni prima, altri dopo, dipenderà dal bambino) e questo non può essere etichettato come disturbo del sonno.

- I bambini svilupperanno un attaccamento più sicuro quanto più la loro richiesta di conforto e rassicurazione verrà soddisfatta dai genitori, sia di giorno che di notte.

- Per un genitore sentire il proprio figlio che piange in maniera incontrollata e non intervenire per calmarlo e rassicurarlo è una grossa fonte di stress.

Da un punto di vista psicologico, il pianto ignorato rappresenta una mancanza di efficacia del segnale che i bambini da sempre utilizzano per comunicare coi propri genitori o con chi si prende cura di loro, e può creare in loro sensazioni di inadeguatezza circa la propria capacità di esprimere paure e disagi, ricevendone regolazione emotiva dall’adulto.

A questo proposito la psicologa Sue Gerhardt (3) illustra l’effetto che il pianto prolungato dei bambini ha sul loro sistema endocrino: “l’essere costantemente ignorati quando si piange è particolarmente pericoloso perché alti livelli di cortisolo (un ormone prodotto in situazioni di stress) nei primi mesi possono anche incidere sullo sviluppo di altri sistemi di neurotrasmettitori i cui percorsi devono ancora essere stabiliti. Essi sono ancora immaturi e non pienamente sviluppati persino dopo lo svezzamento. Infatti il ritmo normale di produzione di cortisolo ha un picco la mattina al risveglio e ci vuole quasi tutta la prima infanzia (fino ai 4 anni circa) per stabilire un andamento adulto della quantità di cortisolo, alta la mattina e bassa la sera”.

Inoltre, sempre la stessa autrice fa notare come: “si è scoperto che coloro che hanno avuto un costante contatto fisico, sono stati spesso tenuti in braccio e hanno ricevuto molta attenzione durante la prima infanzia, da adulti hanno un’abbondanza di recettori del cortisolo. Ciò significa che possono facilmente gestire lo stress.”

Anche le ricerche di Prescott (4), neuropsicologo americano, effettuate su 49 culture del mondo, hanno dimostrato come esista una correlazione tra soddisfazione del bisogno del contatto da piccoli e aggressività da adulti. Questo autore evidenzia quanto minori sono le espressioni tattili di un popolo come abitudine di accudimento dei bambini, maggiori sono i tassi di aggressività degli adulti. Questo dimostra come sia la cultura di appartenenza che condiziona le modalità di accudimento dei bambini, in quanto i loro bisogni sono sempre gli stessi.

Anche l’ACP (Associazione Culturale Pediatri italiana) si è espressa a sfavore del metodo dell’estinzione graduale (5) concludendo che questo metodo è efficace a breve ma non a lungo termine. Inoltre concorda con la posizione appena esposta dell’AAIMHI circa le possibili conseguenze psicologiche negative.

Alcune ricerche americane affermano che stress protratti nei bambini possono addirittura provocare danni cerebrali (6).

Anche la psicologa inglese Margot Sunderland (7) direttrice del Center for Child Mental Health di Londra mette in guardia dai possibili danni neurologici che possono riscontrarsi in bambini costretti a piangere a lungo. Questa autrice parla proprio del ruolo dell’accudimento genitoriale in relazione alla crescita e allo sviluppo dell’architettura cerebrale dei neonati e dei bambini.

In conclusione, siamo davanti ad una operazione commerciale molto ben riuscita ma priva di valore scientifico e per giunta non scevra di gravi rischi per i nostri bambini.
I lettori comprano, regalano e utilizzano questo libro pensando di risolvere un falso problema in quanto i risvegli notturni dei bambini fino circa al terzo anno di età rientrano nel normale sviluppo fisiologico delle loro cellule nervose (8).

Purtroppo i rischi correlati a questo metodo circa lo sviluppo affettivo dei bambini non sono sufficientemente noti alla maggior parte dei genitori e degli operatori che lo consigliano.

Il bisogno di contatto e di rassicurazione dei bambini non va mai ignorato né di giorno, né di notte, solo così avremo bambini oggi e adulti domani capaci di dare valore agli aspetti legati al mondo affettivo degli esseri umani.

Alessandra Bortolotti

1. Estivill E. De Béjar S., Fate la nanna, Mandragora, 1999.
2. AAIMHI, Position Paper 1: Controlled Crying, 2004,
Articolo disponibile al link:http://www.aaimhi.org/documents/position%20papers/controlled_crying.pdf
3. Gerhardt, S., Perchè si devono amare I bambini, Cortina, 2006.
4. Prescott JW., Body pleasure and origins of violence, estratto da: “The Bulletin of The Atomic Scientists”, novembre 1975, pagg. 10-20.
5. Tortorella ML, Moschetti A., D’Erasmo S., L’estinzione graduale risolve i problemi di sonno nei bambini?, Quaderni ACP, Vol.13 n.6, 2006, pagg. 264-266.
6. http://www.drmomma.org/2009/12/crying-it-out-causes-brain-damage.html
7. Sunderland M., The science of parenting, Dk Pub, 2006.
8. Per approfondimenti si consulti il capitolo 5° di E se poi prende il vizio?


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Commenti

Comment from tupingimatangi onlus
Data 25 marzo 2011 alle 13:31

Questo sito ci piace sempre di più! Da sempre combattiamo contro la VIOLENZA di certe teorie totalmente anaffettive, che vedono il bambino niente di più che un “animaletto” da addestrare o programmare. E’ ora di finirla con le stupidaggini mascherate da scienza solo perché stampate su un libro, e di considerare il bambino come essere umano con una sua identità precisa anche se in sviluppo (ma chi non lo è?). Per il bambino, il pianto è uno dei mezzi di comunicazione più importanti, e considerarlo patologico è… patologico.

Comment from erika
Data 25 marzo 2011 alle 15:21

va bene, sono d’accordo, ma ai genitori non pensa nessuno?
la mia bambina ha iniziato a praticare i risvegli notturni (5/6 durnate ogni notte a partire da mezzanotte e mezza, l’una fino all’alba) dallo scorso mese di settembre, proprio quando io ho ripreso a lavorare… da quel dì a oggi ho dormito ininterrottamente solo 5 notti (due di queste perché ho lasciato la piccola ai nonni). andare al al lavoro ubriache di stanchezza non va bene… possibile che non ci siano soluzioni? io rispondo sempre ai pianti (ho anche provato estivill in passato lo ammetto), però poi mi ritrovo mezza zombie…

Comment from Simona
Data 25 marzo 2011 alle 22:14

Erika, forse tua figlia ti sta dicendo che ti vorrebbe ancora a casa, e non al lavoro.. interpretare i loro segnali e crescere con loro sono le due frasi “magiche”.

Comment from chiara
Data 26 marzo 2011 alle 15:10

forse è ora di rivalutare la patrica antica e diffusa in tutto il mondo di dormire nella stessa stanza. il bimbo si risveglia per una coccola e la mamma non si deve alzare per calmarlo. e alla mattina è un pò meno zombie….

Comment from Glores
Data 26 marzo 2011 alle 20:46

Erika probabilmente la tua bambina ha iniziato a risvegliarsi frequentemente durante la notte PROPRIO perché tu hai ripreso a lavorare e le è mancata la mamma durante il giorno, quindi ha bisogno di maggiore rassicurazione che cerca di notte. E’ un comportamento normale. Ai genitori si dovrebbe pensare in modo serio, in questo hai ragione. E alle mamme dovrebbe essere data l’opportunità di allevare il propri figli nel modo adeguato. Purtroppo invece siamo spinte a tornare subito al lavoro (quando ancora abbiamo un lavoro dopo la gravidanza…)… che diventa prioritario rispetto ai figli. Andare al lavoro ubriache di stanchezza non va bene, ma non va bene neanche essere “genitore part time” nostro malgrado, no?

Comment from daniella
Data 27 marzo 2011 alle 00:26

Io l’ho usato per i risvegli di mio figlio, fino a 9-10 mesi almeno 5 risvegli a notte, non ne potevamo più, stanchi, stressati arrabbiati, poi col metodo estivill, 2 notti di pianti di 10 min CONSOLANDOLO SEMPRE, e poi basta, ha dormito l’intera notte, sempre, mai più un risveglio, risultato? tutti più felici! Mia mamma diceva che io piangevo OGNI notte almeno 25 minuti prima di dormire, fino ai 2 anni, eppure sto benissimo, mai avuto problemi nè di autostima, e tantomeno di insicurezze!

Comment from Lucia
Data 27 marzo 2011 alle 13:51

Io ho letto con molto interesse questo libro: “il mio bambino non mi dorme” di S. Letardi, contiene idee da provare… ma soprattutto invita a considerare i risvegli notturni come fisiologici e a non demonizzare pratiche comw il sonno condiviso. Il mio figlio piu’ grande ha quasi 3 anni, e nonostante la trafila dei risvegli (tanti) notturni, a 2 anni e mezzo circa ha imparato ad addormentarsi da solo (senza nessuna lacrima) ed ora dorme tutta la notte senza svegliarsi, oppure si sveglia una volta, chiede un po’ d’acqua e si riaddormenta, da solo. Abbiate fiducia!

Comment from Cee
Data 27 marzo 2011 alle 21:59

EStivill e i fautori del suo metodo sono pazzi furiosi, punto. Mi domando come si possa pensare che il lasciar piangere un bambino porti a qualcosa di buono. Mah.

Il consiglio che posso dare io è badshare-bedshare-bedshare. Non ho nemmeno idea di quante volte io e il pupetto ci svegliamo durante la notte: ce l’ho di fianco, quando ha fame gli do la tetta e ci riaddormentiamo subito. Io mi sveglio riposata, lui è felice e soddisfatto e io sono in generale meno ansiosa. Non è magari per tutti, ma nella mia esperienza personale funziona.

Comment from Gianfranco
Data 28 marzo 2011 alle 08:27

Ma qualcuno ha mail provato, ha letto il libro? Ha esperienza di cosa si parla?
Come sempre il problema è che deve essere o tutto bianco o tutto nero… io non ho letto il libro ma ho lasciato piangere i piccoli le prime le prime volte. Non lasciandoli da soli ma parlando con loro nella loro camera e la cosa non è mai durata più di un quarto d’ora. Nel giro di un paio di giorni e da diversi anni ormai, il bambino non ha più paura di andare a dormire perchè, anzi ha piacere di farlo perchè si sente stanco ed è abituato ad andare a letto ad una certa ora dopo la favola, ci abbracciamo e baciamo continuamente, lo prendo in braccio ogni volta che vuole (anche quando non vuole :-)) e ai risvegli notturni corro da lui perchè so che non piange per capriccio ma perchè non si sente bene. Infatti i risvegli sono molto rari.
Voglio dire: non sono d’accordo con chi mette pratica la teoria alla lettera perchè ogni rapporto è una storia a se, ogni genitore è diverso deve fare come si sente, ma non facciamo neanche l’errore contrario di censurare qualsiasi cosa su cui non siamo d’accordo, anche perchè non è coerente con quello che leggo spesso sul sito, cioè di fare ciò che ci dice il cuore. Chi vi dice che non abbia seguito il cuore? Sono profondamente convinto che essere fermi all’inizio consenta poi al bambino di vivere un rapporto meno complicato con la nanna e con il letto. Vedo continamente bambini stanchissimi, che passano le nottate nel dormiveglia, in braccio ai genitori sempre più stanchi e nervosi, e terrorizzati ogni sera di dover affrontare quel supplizio che è la nottata. Possibile che la soluzione sia questa? Non è uno strazio anche per i piccoli?

Comment from sabrina
Data 28 marzo 2011 alle 09:00

Il mio consiglio, soprattutto a supporto della mamma che ha ripreso a lavorare senza poter dormire la notte è invece quello di provare il metodo Estivil: anche a me è successa la stessa cosa quando ahimè ho dovuto ricominciare a lavorare e comprendo lo sconforto, la disperazione e la frustrazione di noi mamme che non riusciamo alla fine nemmeno a goderci le giornate che passiamo con i nostri piccoli perché troppo stanche e stressate da notti insonni (o comunque interrotte dal pianto 5-6 volte). Ebbene ho provato il metodo estivil (inizialmente ero restia ma la disperazione e i racconti entusiasti di altri mi hanno spronata a provare) e dopo solo una notte ( in cui ha pianto per 45 minuti, sempre però con la nostra presenza a intervalli regolari) il nostro piccoletto ha iniziato a dormire per 9 ore consecutive. Risultato? lui si addormenta felice la sera, io sono serena e riposata, siamo tutti più felici e contenti. Secondo me è sbagliato demonizzare a priori un metodo (che comunque è stato teorizzato da altri molti anni fa) e soprattutto ritengo che la serenità e il riposo della mamma siano da considerarsi prioritarie per il benessere e la serenità del piccolo e della famiglia. Non giudico chi si comporta diversamente ma per me ritornare a dormire e svegliarmi con il bimbo sorridente ha significato davvero tanto.

Comment from Cristina
Data 28 marzo 2011 alle 09:53

per Giancarlo: sono pienamente d’accordo con te nel dire che ogni genitore deve seguire il proprio istinto, perché è il metodo migliore per il proprio figlio.
Io ho tenuto il primo bambino 4 mesi nella culla, adesso sono 2 anni che dorme nel lettone e DORME!! L’unico periodo critico in cui ha ripreso a svegliarsi è stata la nascita della sorellina :) ma in qualche modo deve uscire le gelosia, no?

Comment from Alessandra Bortolotti
Data 28 marzo 2011 alle 10:42

Immaginavo che questo mio articolo suscitasse clamore e una discussione fra genitori. Ci tengo a precisare che nell’articolo si citano le evidenze scientifiche di asociazioni mondiali che mettono in guardia dall’applicare alla lettera il “metodo Estivill”. Quelle evidenze scientifiche che Estivill non ha mai prodotto, poichè non esistono proprio, nè esisteranno mai visto che il metodo è una sua libera interpretazione dell’estinzione graduale e niente più! Resta ovviamente il diritto sacrosanto dei genitori a scegliere ciò che ritengono più giusto per i loro bambini e per la propria famiglia. Nessuna demonizzazione, nè giudizio, solo un DOVERE PROFESSIONALE da parte mia di informare i genitori a 360° su questo metodo spesso mitizzato senza conoscerne i potenziali rischi. Per rispondere a Gianfranco, io il libro lo so a memoria e le assicuro che questo mio articolo è molto coerente con il preciso intento di questo sito e di tutti i libri della collana, di dare ai genitori informazioni aggiornate e verificate, per poter poi scegliere cosi’ come dice il loro cuore. Nel libro “Facciamo la nanna” della nostra collana (autrice G. Honnegger Fresco), ci sono addirittura molti passi di “Fate la nanna” commentati e discussi dall’autrice.
Molti di coloro che hanno commentato questo mio articolo NON hanno applicato alla lettera il metodo in questione, quindi è anche necessario distinguere fra ciò che realmente è indicato nel libro e ciò che interpretano i genitori applicandolo a loro modo.. ricordo una frase terribile di Estivill che nel suo libro dice ai genitori “Non fate mai nulla che non sia scritto in questo libro”. Questo a mio avviso non significa che il suo metodo sia interpretabile o modificabile ed è esattamente ciò che ho voluto chiarire con questo articolo: quello che è scritto in questo libro non è scientifico ed è potenzialmente pericoloso. Il resto è libertà e assunzione di responsabilità del genitore che lo legge e lo applica a suo modo, cioè un’altra cosa.

Comment from manu
Data 28 marzo 2011 alle 13:14

io invece considero priorotario rispondere alle esigenze di mia figlia. il mio riposo viene dopo. siccome mia figlia di notte ha bisogno di molte rassicurazioni (una all’oa, diciamo) ho cercato di organizzarmi in modo da andare a letto molto presto e recuperare un pò di sonno. stringo i denti alla mattina quando mi alzo per andare a lavorare e confido molto nel traguardo dei tre anni! invidio chi ha figli che hanno meno bisogni notturni ma non cambierei la mia di una virgola!

Comment from Cee
Data 28 marzo 2011 alle 13:34

Certo che so di cosa si tratta, non parlo di ciò che non conosco. Ovviamente mi sono ben guardata da mettere in pratica ‘consigli’ simili, mi spiace solo per lo spreco di carta. Mi chiedo invece se ci sia abbastanza informazione riguardo ai metodi alternativi, visto che nessuno della sponda Estivill ha citato il co-sleeping – metodi tra virgolette, un bambino piccolo non piange solo perchè non sa cosa fare e decide di passare il tempo scocciando i genitori.

Anyway io sono biased, come si suol dire: attached parenting all the way, mi spiace. Ad ognuno il suo.

Comment from Gloria
Data 28 marzo 2011 alle 15:58

Io credo che il passaggio in cui Estivill sostiene che il bambino faccia la cacca a comando pur di intortare il genitore la dica lunga.
E’ un libro che non mi e’ piaciuto, ne’ per come e’ scritto (vuole fare il simpatico ma gli riesce male) ne’ per quel che sostiene come filosofia di fondo, pur essendo a favore del sonno sereno di TUTTA la famiglia, perche’ checche se ne dica a lavorare BISOGNA andarci, e il benessere psicofisico del genitore non conta di meno.

Comment from Gloria
Data 28 marzo 2011 alle 17:27

Avevo scritto un commento ma è sparito… E’ stato cancellato o è un problema di aggiornamento del mio browser?

Comment from gaia
Data 29 marzo 2011 alle 11:57

mio figlio fino a 6 mesi si svegliava circa 15 volte per notte, più o meno ogni 45 min, non apriva nemmeno gli occhi, vi lascio immaginare in che condizioni ero… di estivil ho utilizzato il concetto che il bambino va educato a dormire.. e nel giro di tre notti abbiamo iniziato a dormire tranquillamente, e cmq non ha mai pianto più di 15 min… ho usato il metodo per il tempo strettamente necessario, e non sempre e comunque ed a oltranza come pensano molti… ora a 8 mesi è un bimbo sano, attivo e senza nessun problema di sviluppo… prima di tutto bisogna usare un pò di buon senso,ora se si sveglia di notte 1 o 2 volte(cosa che accade regolarmenre) sono ben felice di consolarlo….

Comment from Arianna
Data 29 marzo 2011 alle 12:50

Il dato di partenza comune, mi pare, è che nessuno qui ha applicato alla lettera il metodo. E, comunque, generalmente i bambini hanno pianto per poco tempo.
E se un bimbo piange per più di un’ora come è capitato a tante mie clienti? Che fare? lasciaro sfinire? Stare a distanza “rassicurandolo”. Non credo davvero che l’assenza di contatto per un neonato urlante possa definirsi rassicurazione!

Comment from Ombretta
Data 29 marzo 2011 alle 15:13

mia figlia dai 18 ai 30 mesi non dormiva più di due ore per notte e durante il giorno letteralmente crollava per “esaurimento batterie”. All’ inizio non capivamo cosa fosse successo , non ci capacitavamo che non riposasse per niente , anche perchè quando dormiva lo faceva in modo agitato e accucciata su se stessa a guscio di tartaruga; i medici ci davano risposte ricollegabili a ragioni emotivo relazionali che noi non condividevamo … Poi abbiamo capito ,
Primo S. è celiaca e allergica al latte vaccino (e ai suoi derivati)
Poi la bambina è autistica, il che spiega perchè in quello straziante periodo non sia mai riuscita a dirci che le faceva male il pancino .
Questo mia esperienza non è per spaventarvi ma solo per farvi considerare che un bambino può non dormire per un ventaglio più ampio di motivi e non solo per la voglia di coccole. Valutate sempre anche l’aspetto dell’alimentzione e lo sviluppo neurologico ( tape del linguaggio , contatto oculare , sorriso sociale , coscienza di se ).
Auguri a tutti
Ombretta

Comment from Irene
Data 31 marzo 2011 alle 13:02

Ho adottato questo orribile metodo tre settimane fa su mio figlio di 20 mesi,poichè in attesa di un altro e desiderosa di “educarlo”.Son riuscita a farlo addormantare da solo già dal secondo giorno, ma i risvegli notturni anzichè diminuire andavano aumentando e peggiorando.mio figlio ha cambiato anche modo di comportarsi,troppo vivace di giorno, ma di una vivacità quasi affamata d’affetto, quasi innaturale non saprei spiegarlo.Fattostà che l’istinto mi ha imposto di cercare altre vie e abbandonare questo metodo che ora trovo vergognoso e che ancora non mi capacito di aver utilizzato!!Siamo tornati ai vecchi metodi,lui comunque si addormenta da solo, ma se si sveglia di notte subito acqua o bacio o carezza e si riaddormenta immediatamente…Ho capito che non posso insegnare al mio bimbo a dormire,ma solo che posso imparare tanto da lui e da quello ogni giorno mi trasmette.

Comment from Iaia
Data 1 aprile 2011 alle 13:26

Io ho regalato il libro a varie amiche in attesa del primo figlio, poi quando è toccato a me, l’ho letto ma non ce l’ho fatta… qualche volta ho anche tentato ma il pianto della mia piccola era sempre più angosciante per me e non resistevo… Però confesso che alla fine mi alzavo parecchie volte di notte, e verso i 9-10 mesi ero ormai alla frutta causa mancanza di sonno, per cui per una notte ho ceduto a mio marito che l’ha lasciata piangere parlandole sempre a fianco del letto.. e dalla notte successiva si è dormito tutta la notte, io ero più serena e mi pare anche lei. O meglio si sveglia qualche volta, magari perché ha perso il ciuccio, perché a sete, ma non niente tetta, niente ‘in braccio’ ecc ecc.
Quando poi dopo 17 mesi è arrivata la seconda, stessa scena, si addormentava bene nel suo lettino alla sera ma poi si svegliava diverse volte di notte, prima per il latte, poi solo per una sorta di abitudine ad un abbraccio che la facesse riaddormentare… Quando a 10 mesi stavo per andare fuori di matto, ho ceduto a mio marito e in una notte ha cambiato ritmo, ovvero ha cominciato a dormire ! Insomma le mie conclusioni sono queste: è molto questione di fortuna, i bimbi sono molto abitudinari, io non ce la farò mai a sentir piangere un figlio e non intervenire ma l’equilibrio e la serenità della famiglia sono fondamentali !

Comment from erika
Data 2 aprile 2011 alle 13:30

Un grazie sincero a chi ha tentato di darmi delle risposte, ma che la mia ripresa del lavoro fosse la causa principale dei risvegli della mia bimba l’avevo capito pure io, stavo cercando una soluzione…
Estivill l’ho provato anch’io all’inizio, il primo giorno ha pianto tanto (ogni tot minuti andavo a rassicurarla), il secondo un po’ meno, il terzo quasi nulla e dal quarto in poi ha dormito tranquillamente tutta notte.
Poi però abbiamo traslocato in una nuova casa e tutto è ricominciato da capo! Solo che ora abito in un mini condominio e ho paura che il pianto della mia bimba, in una cameretta mezza vuota dove il minimo rumore rimbomba dappertutto, possa svegliare i bimbi al piano di sopra o gli anziani al piano di sotto… Così ho deciso di rispondere sempre ai suoi pianti, ma che fatica!

Comment from Elisa
Data 11 aprile 2011 alle 07:35

E’ un metodo che se applicato alla lettera è spaventoso a dire poco! Il mio primo figlio si è addormentato in braccio fino ai 2 anni poi un giorno gli ho chiesto se si sentiva pronto di dormire da solo nel suo lettino e mi ha detto di si, così da allora si addormenta da solo mentre gli leggiamo la favoletta.
Il mio secondo figlio non ha mai voluto dormire in braccio ma ha da sempre cercato la mia presenza a fianco al suo lettino per addormentarsi e se si svegliano di notte (cosa che succede tutte le notti) non mi vergogno di dire che spesso li ho portati entrambi nel lettone e abbiamo dormito tutti insieme!

Comment from Massimo
Data 4 ottobre 2011 alle 22:36

Estivill colpisce ancora… In un’intervista rilasciata a “El Pais” e pubblicata ieri – “La crisi salverà i bambini, gli insegnerà a soffrire” -, il pediatra non ritratta nulla, anzi assicura di aver trovato il metodo di far dormire il bambino da solo sin dal primo giorno, e conclude facendo riferimenti alla genitorialità in tempi attuali, di crisi, affermando che “la crisi salverà i bambini, sicuramente insegnerà loro a soffrire. Il successo è qualcosa di effimero, dobbiamo costantemente cercarlo, ma il cammino è pieno di frustrazioni. Finora i bambini hanno avuto tutto”. Affermazioni un po’ indecifrabili. Ma forse per molti sono indecifrabili anche gli obiettivi della sua opera di divulgazione di metodi per il sonno. Quanto tempo dovrà passare prima che il mondo scientifico si ritrovi unanime nello smentirlo categoricamente? Di quanti bambini Estivill, una volta grandi, la psicoterapia dovrà ancora farsi cura?

Comment from Maribea
Data 30 novembre 2011 alle 11:09

Estivill è un maestro della mistificazione e dell’ambiguità. Di 10 cose che dice su 5 puoi essere d’accordo e su altre 5 ti scaglieresti a testa bassa. Quello che più di tutto NON mi può piacere e NON mi può convincere di Estivill è che:
1. si è messo nella imprudentissima ed incosciente posizione di redigere una ricetta valida per qualsiasi bambino esistente, arrivando a stabilire tabelle a cronometro. Motivo per cui che tu abbia un bambino di temperamento sensibile o vivace o scontroso non fa alcuna differenza per lui. Che tuo figlio sia nato dopo una gravidanza tremenda o serena, neppure. Che sia nato dopo 18 ore di travaglio e ti sia stato tolto dal grembo con manovre ostetriche o che sia nato in acqua in due ore, nessuna differenza ancora. E si potrebbe continuare all’infinito con simili esempi… Davvero ci si può fidare di uno così?
2. i suoi DICTAT sono assurdi. Sta cercando di aiutarmi o sta cercando di comandarmi? Non devo fare nulla che non sia scritto in questo libro? Ma siamo impazziti? Un bambino di 5 anni DEVE dormire 11 ore a notte? e chi l’ha deciso?!
3. come ha scritto qualcuno sopra, vuole fare il simpatico, ma gli riesce male. Verissimo. E’ simpatico quanto lo può essere il mio dentista, che sembra un medico delle SS. Ci sto lontana più che volentieri.
4. tratta i genitori come degli idioti e i bambini come delle belve. Chissà quale infanzia ha avuto il nostro dottore? Fiducia negli esseri umani ZERO.
5. usa il terrorismo psicologico come arma, cosa umanamente deplorevole e professionalmente orrenda. Secondo lui un bambino che ha frequenti risvegli notturni svilupperà di certo problemi futuri di molti tipi, tra cui, ovviamente, disturbi consolidati del sonno. Sinceramente mi sembra pazzesco che affermi cose del genere. Lui, per esempio, non conosce mio figlio e il fatto che dopo i tre anni ha iniziato a dormire spontaneamente e serenamente tutta la notte senza che nessuno glielo abbia “insegnato”. E poi ha iniziato ad addormentarsi da solo, senza storia della buona notte o ninnananna (abitudini di sempre, le chiede quando le desidera e le ottiene, se non gli “serve” dice “buonanotte” , si spegne la sua lucina e dorme. Inoltre ha abbandonato del tutto spontaneamente il succhiotto per addormentarsi e nessuno l’ha “comperato” con lusinghe e promesse nè minacciato. I BAMBINI HANNO BISOGNO E DIRITTO AL CONTATTO, ALLA FIDUCIA E AL T-E-M-P-O! Il tempo è foriero di evoluzione e cambiamento!
6. dice di non cominciare a usare il suo metodo quando il bambino è malato. ha forse paura che lo stress dovuto al pianto prolungato e all’angoscia faccia collassare psicofisicamente il piccolo? Estivill sa bene quale sia il “prezzo” del suo metodo, ma smetterebbe di vendere le moltissime copie che vende, se lo ammettesse.
7. mi chiedo come abbia fatto il genere umano a vivere senza di lui. dato che i bambini devono imparare a dormire (e a mangiare, ha scritto anche un libro-perla per insegnare ai bambini a mangiare…) chi, poveretto, non riceverà questa istruzione che fine farà?…

Siamo realisti: i bambini sono mammiferi, hanno bisogno del contatto prolungato e sicuro con i loro caregiver, di giorno e di notte. Le povere madri lavoratrici sono costrette a rinunciare al maternage notturno per altre pressioni e in tutto ciò non sono i bambini ad esser malati o sbagliati, nè le madri ad essere cattive o egoiste. E’ il SISTEMA che è folle e che snatura ogni più normale istinto di accudimento.
Abbiamo barattato la sopravvivenza nostra con quella dei nostri bambini. Alla fine tutti ci adattiamo a qualcosa che ci viene imposto e che non riusciamo ad evitare. Ma che non ci può che rendere infelici.
Provate anche a leggere qualche altro testo di Estivill e ascoltate cosa vi dice il cuore. Lui non sbaglia! Maribea

Comment from Soili
Data 21 dicembre 2011 alle 14:58

Per Sabrina:
Se devo far piangere mio figlio per 45 minuti io prima mi sparo!, preferisco essere stanca io ma farlo piangere proprio NO!
Non so come tu abbia fatto a resistere per ben 45 minuti.
Soili

Comment from alessia
Data 30 dicembre 2011 alle 07:03

ciao a tutti, prima sera con metodo estivill..fate la nanna…anfata benissiommo, sono rientrata solo una volta dopo 1 minuto e si è svegliato solo una volta in tutta notte…grazie mille

Comment from sara
Data 6 maggio 2012 alle 20:22

Penso che lasciar piangere un bambino non sia da considerare come qualcosa di ANAFETTIVO.L’importante è usare il buon senso.Io a 3 mesi ho iniziato a prenderlo in braccio e rimetterlo giù fino a 100 volte..in 3gg si è abutuato a dormire da solo.Ci vuole costanza e pazienza.Ora ha 21 anno e mezzo e la notte no nsi sveglia mai.E si addormenta da solo.Basta viziarli sti figli.La tetta a 12 mesi deve andare in pensione…

Comment from redazione
Data 7 maggio 2012 alle 06:39

Cara Sara,
lo dici sulla base di opinioni meramente personali e quindi hai certo il diritto di esprimere la tua opinione, che tuttavia resta un’opinione…

Comment from solidea
Data 29 maggio 2012 alle 12:40

Salve,
io non ho utilizzato il metodo Estivill ma l’ho letto per il mio lavoro di educatrice di asilo nido insieme a quasi tutti i testi pubblicati in Italia sull’argomento. Sono d’accordissimo sui tanti studi, in particolare quelli sul cortisolo, perchè attendibili e basati su rilevamenti biologici. Allo stesso tempo però considero che, applicandolo con elasticitàin modo non dogmatico, possa rispondere ad alcune necessità. Io con i miei figli (molto diversi uno dall’altro, ho sempre preferito assecondarli imparando a distinguere il disagio reale dai capricci. E comunque distinguendo bene le varie fasi relative all’età dei bambini. Forse ricorderò male ma non mi sembra che il metodo escludesse totalmente il contatto fisico e che bisognasse rispondere al pianto senza però far abbandonare il lettino. Io non lo consiglio ma presento ai genitori i vari pro e contro delle varie “teorie”, consigliando comunque di evitare di dormire tutti nel lettone a meno che il bambino non sia malato perchè altri studi dimostrano che il sonno del bambino è meno sereno per via dei movimenti dei vari occupanti del letto, per l’alzarsi dei livveli di anidride carbonica, e per i, seppur remoti, pericoli di traumi per i neonati. Inoltre dormire nel lettone tutti insieme appassionatamente snatura i rapporti tra marito e moglie che finiscono nel ruolo di mamma e papà h24. creando prima o poi problemi di coppia che, inevitabilmente, ricadono sui piccoli. Il sonno è uno dei problemi che strema maggiormente i genitori quindi non si può ridurre la questione a questo o quel metodo. Personalizzare, rivedere e seguire il proprio cuore è quello che io mi permetto, in punta di piedi, di consigliare ai “miei” genitori. Saluti

Comment from redazione
Data 29 maggio 2012 alle 19:30

Solidea, apprezzo il tuo garbo nell’esprimere il tuo punto di vista. Molto in breve: il sonno condiviso esiste dall’alba della nostra civiltà in tutte le culture, e non capisco come mai debba essere solo oggi motivo di rottura dei rapporti coniugali, quando di fatto nelle culture che ancora lo praticano senza pregiudizi di ordine culturale dormire insieme non pare aver compromesso matrimoni in modo irrimediabile. sul fatto che gli adulti debbano condividere lo stesso letto nessuno ha nulla o quasi da obiettare, sulle reali necessità dei più piccoli di dormire accanto alla madre ci sono schiere di padri/maschi (diciamocelo, perché sono i padri che rivendicano i corpi delle compagne!) che si imbufaliscono! Adducendo che il bambino deve imparare a essere indipendenti da subito – quando sono proprio loro a sembrare più dipendenti di tutti…

Comment from Annamaria
Data 30 maggio 2012 alle 10:32

Mi dispiace… Ho utilizzato per un po’ il metodo Estivill, sono riuscita parzialmente e a breve termine nell’intento, ma poi ho lasciato perdere, perché non avevo il consenso di mio marito. Spero di non aver fatto del male al mio bambino… Ho rispettato alla lettera la tabella dei tempi di Estivill, ma che sofferenza per me! Non ho parole. Mi sono fidata, forse incautamente…

Comment from sara
Data 30 maggio 2012 alle 21:40

Solidea condivido in pieno quanto hai scritto,ogni tua parola.
1000 anni fa si dormiva tutti insieme perchè non c’erano stanze e camere in abbondanza nelle case.Il mondo cambia,gli stili di vita anche e chiaramente non possiamo continuare a ragionare come 50 anni fa.
Gli uomini spesso vengono messi da parte da noi madri una volta arrivato il bimbo e rivendicare il corpo della madre,se fatto con moderazione chiaramente, non penso sia così strano o grave,l’amore è fatto anche di questo,non penso sia una mancanza di rispetto nei confronti di nessuno ne tantomeno una forma di dipendenza!
Ovviamente anche questo è un mio personale pensiero che certamente non si basa su studi scientifici (un po’ come la frase “dormire insieme non pare aver compromesso matrimoni in modo irrimediabile” non penso sia molto concreta e dimostrabile!)

Comment from redazione
Data 31 maggio 2012 alle 17:25

Antropologia e studio delle società non occidentalizzate.
Non è opinione :)

Comment from Fiorenza
Data 6 giugno 2012 alle 06:59

Ho comprato anche io quel libro, ma non sono proprio riuscita ad applicare quei consigli, li trovo crudeli e inutili.
Sto cercando di far addormentare mia figlia di 9 mesi nel lettino, non la lascio mai sola, ma sto li finchè non si addormenta, delle volte piange perchè vuole essere presa in braccio, altre no. Quando si sveglia di notte se mio marito è a casa mi alzo e la cullo finchè non si addormenta, se invece siamo sole me la porto nel lettone, perchè molte volte casco dal sonno.
Quando piange disperata cerco prima di consolarla nel lettino, ma poi la prendo sempre in braccio perchè mi si spezza il cuore.
Durante il giorno però sta coi miei e a volte la lasciano piangere perchè dicono che sono capricci, altre invece la coccolano finchè non si addormenta….speriamo che questo non la disorienti.

Comment from Massimo
Data 9 giugno 2012 alle 07:16

Ormai gli studi diffusi sul co-sleeping ne confermano l’adeguatezza circa un sano sviluppo del bambino. Ma perché per forza di cose dobbiamo schiaffare ‘sto esserino lontano da noi? Ma quale animale in natura fa così? Boh… Io penso che il room-sharing sia valido per TUTTI. Poi se dorme accanto al letto o un po’ più in là o in mezzo a mamma e papà ma dove sta il problema? Per lui non c’è problmea sicuro, siamo noi adulti che siamo problematici.

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Data 29 giugno 2012 alle 17:33

[...] aumentati i casi di depressione e suicidi di bambini educati con il metodo… “Metodo Estivill”, nessun valore scientifico e minaccia per lo sviluppo affettivo dei bambini | … piuttosto leggete "e se poi prende il vizio" è un saggio universitario che spiega benissimo a [...]

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Comment from elisa
Data 30 giugno 2012 alle 07:13

Noi abbiamo sempre tenuto i nostri bimbi dal 1° giorno che son venuti al mondo nella nostra stanza e così anche nel lettone fino alla fine dell’allattamento (2 anni),poi abbiamo scelto la culla,si sono sempre addormentati nel nostro lettone e poi li abbiamo sempre spostati nei loro letti spesso con incursioni notturne,ora il grande ha 12 anni e il piccolo 9,dormono spesso a turno nel nostro letto,anche se hanno una loro stanza,a volte il grande dorme con il papi e il piccolo con me,poi si fa a turno,abbiamo un rapporto stupendo,si fidano di noi,perchè su di noi hanno sempre potuto fare affidamento,gli abbiamo sempre presi in braccio ad ogni pianto e facendo così la notte piangevano solo per mangiare o essere cambiati,d’altra parte è il loro unico modo comunicativo,se non gli amiamo che cosa gli abbiamo messi al mondo a fare? noi addirittura abbiamo scelto l’hs e da quel giorno di 2 anni fa tutto è diventato ancora più bello,ma ognuno di noi è libero di fare come vuole con i propri figli,non si penta poi se non saranno contraccambiati. Credo che la regola se ne esista una,sia che se vuoi insegnare a tuo figlio ad amare non puoi far altro che amarlo di conseguenza.

Comment from Sonia
Data 16 gennaio 2013 alle 01:12

E’ bellissimo quello che dici Elisa, mi occupo di Costellazioni Familiari Sistemiche e ho incontrato spesso persone che in età adulta si ritrovano a non avere fiducia in loro stessi e negli altri tanto da non riuscire a trovare un compagno/a e si chiudono in se stessi convinti che il loro “richiamo” non sia ascoltato…nei loro racconti c’è sempre sottolineato il fatto di essere stati bambini i cui genitori li lasciavano piangere nella culla finchè si addormentavano sfiniti e stremati da una richiesta d’attenzione insoddisfatta…..

Comment from max
Data 27 gennaio 2013 alle 22:18

La nostra esperienza fino ad ora: il bambino grande (2 anni) dorme nella sua cameretta nel lettino con me nel letto vicino. Quando si sveglia durante la notte (poche volte) mi chiama (non piange) e lo porto nel letto con me dormendo abbracciati. Il piccolo (2 mesi) dorme nel lettone con la mamma (ogni risveglio una poppata e tutti e due si riaddormentano di nuovo). Fino ad ora nessuna notte in bianco, anzi ci svegliamo tutti abbastanza riposati. Per i momenti di intimità di coppia…basta organizzarsi e si trovano i tempi e i modi.

Comment from mali
Data 30 gennaio 2013 alle 10:19

La letteratuta pro e contro Estivill e’ quanto di piu’ noioso ci sia sui forum di genitori. Anche chi applicasse Estivill alla lettera (e credo siano pochi) non evita di confortare il bambino, solo non se lo porta nel lettone alla prima frignata. Poi le famiglie sono diverse e ognuno trova il proprio equilibrio fra dormire, far dormire, fare sesso fra genitori e crescere bimbi affettivamente satbili. Ma vi prego non scomodate dati scientifici che non esistono per aggiungere sensi di colpa ai genitori! Si tratta di intuizioni, scuole di pensiero, ideee di cosa sia l’infanzia, la famiglia, la coppia. Accettiamole per quelle che sono.

Comment from redazione
Data 30 gennaio 2013 alle 13:32

dati scientifici, Mali, che esistono e che hanno solo lo scopo – modestissimo e mi duole che ciò ti annoi tanto – di mettere a tacere i tanti ciarlatani dell’accudimento che per fama e guadagno si fanno beffa delle reali preoccupazioni e insicurezze dei genitori. Sarà futile, ma sai…bisogna pur che qualcuno ci pensi, alla correttezza…Poi liberissimi di considerare qualsiasi emissione del pupo “frignata”

Comment from mali
Data 30 gennaio 2013 alle 13:37

Beh i bambini torturati con Estivill avranno al massimo 10-11 anni. Che dati scientifici ci sono?Come sono stati raccolti? Che risultati hanno dato? Effetti dannosi? Quali? O si scrivono cose davvero scientifiche o si fanno chiacchere generiche, che intrattengono un forum ma lasciano tanto il tempo che trovano.

Comment from redazione
Data 30 gennaio 2013 alle 13:48

mi pare ci sia della bibliografia sotto l’articolo che commenti, e sono certa che nei testi citati ci sarà dell’altra bibliografia…proprio quello che manca nel testo di Estivill. Sui possibili danni da cortisolo prodotto con il pianto prolungato nella primissima infanzia esistono testi e ricerche eccome…Ma forse stiamo solo perdendo tempo…

Comment from mali
Data 30 gennaio 2013 alle 13:55

Io non sono una fan di Estivill, la considero un’idea come un’altra da scegliere o rifiutare. Mi pare pero’ che nella letteratura che citi non ci siano dati su bimbi educati al col metodo Estivill.Il mio commento e’ semplicemente che le mamme forse non hanno sempre piu’ ragione, ma sicuramente piu’ ragione dell’ultimo pedagogo alla moda :-)

Comment from redazione
Data 30 gennaio 2013 alle 14:08

Estivill purtroppo è uno pesudo pedagogo alla moda che ha fatto proseliti a scapito (consapevole) della salute dei piccoli (e anche del benessere di molti grandi). Negare volutamente la fisiologia del sonno per confezionare ricette passepartout non è corretto, ma anche potenzialmente pericoloso. A noi qua i “pedagoghi” e gli “inventa ricette” non piacciono, perché ogni bimbo è a sé e bisognerebbe partire da quello che LUI esprime…Che poi Estivill abbia sollevato vespai infiniti è indubbio: amato e osannato, oppure esecrato…se ne parla perché il fine ultimo è il benessere dei più piccoli.

Comment from mali
Data 30 gennaio 2013 alle 14:26

Su questo sono assolutamente d’accordo: per il benessere di grandi e piccini non esiste ricetta che sia un libro di successo, o l’ultimo studio di come si cresce felici dormendo da bambini nelle capanne delle donne africane a garantirci una vita familiare serena e uno sviluppo emotivo sicuro. Ci vuole molto di piu’, la scelta, la negoziazione e l’attenzione ai bisogni di tutti in tutti i momenti del giorno e le fasi della vita. e ovviamente a volte l’attenzione viene meno e anche quando c’e’ non siamo certi di riuscirci, figuriamoci se qualcuno ce lo puo’ scrivere in un libro.

Comment from baloo
Data 31 gennaio 2013 alle 09:03

Dai, allora diciamolo chiaro: non esistono studi statistici o a campione fatti su una popolazione di bambini (adulti non esistono) Estivilizzati, né fatti dai sostenitori di Estivill né dai sui detrattori. Esistono studi sul cortisolo ma sono test da laboratorio e i potenziali effetti negativi permanenti sono riferiti a comportamenti estremi, che chiunque abbia buon senso evita (anche se è giusto ricordare di avere buon senso). Quindi non temete: se avete lasciato il piccolo piangere qualche volta quasi certamente non lo avete rovinato per la vita. D’altra parte se vi piace portarvi a letto il bambino, fatelo con serenità: molti studi dicono che il cosleeping ha effetti positive sul bimbo. Ma se invece volete nel letto solo il vostro patner fatelo senza sensi di colpa: molti studi dicono che il cosleeping col figlio peggiora la quali-quantità dell’intimità di coppia. E una buona intimità migliora la vita in famiglia.Soprattutto una valanga di studi dicono che genitori sereni e felici sono quelli nelle condizioni migliori per allevare bene e amorevolmente I figli. Quindi qualsiasi siano le vostre scelte smanettate su google e troverete un autorevole studio che fa al caso vostro per sbugiardare chi vuole imporvi le sue idee su come si allevano e si amano I figli con bibliografa alla mano. Oppure come Rossella O’Hara potreste rispondere…

Comment from redazione
Data 31 gennaio 2013 alle 10:58

Come Rossella O’Hara potremo rispondere
domani è un altro giorno, speriamo all’insegna delle necessità dei bambini (che non hanno molta possibilità di scegliere per sé) piuttosto che di quelle sempre e comunque dei grandi, che trovano in Estivill la risposta alle proprie esigenze di spazio, intimità e bla bla bla. Se fosse sempre e solo questione di buon senso quel libro non sarebbe MAI stato pubblicato. O no?…

Comment from Lucia
Data 3 febbraio 2013 alle 08:08

Ho applicato questo discusso metodo molti anni fa, con tutti e tre i miei bellissimi, desiderati ed adorati bambini. Che sono ora dei meravigliosi ragazzi amati, sereni e sani di mente e di corpo. Vorrei ricordare che questo metodo così demonizzato, nei tre casi in cui lo abbiamo applicato, ha portato risultati dopo tre sole sere. TRE sere. TRE sere, in una vita intera, in cui abbiamo deciso che quel metodo avrebbe aiutato a vivere tutti noi molto meglio. Tre sere che, secondo il vostro articolo e gli studi citati, segnerebbero in modo indelebile la vita dei bambini che subiscono tale “gravissimo” trauma. Conosco madri orribili che hanno allattato i loro figli fino a tre anni, accorrendo isteriche ad ogni loro minimo segnale, ficcando seni o biberon nelle loro bocche urlanti senza neppure rendersi conto che non era quello, probabilmente, il motivo del del loro disagio. Madri che ogni notte, per tre o quattro anni si alzano tre o quattro volte e poi di giorno non reggono le naturali fatiche della crescita di un figlio. Madri e padri zombie che di giorno non si parlano, litigano e urlano perchè, è scientificamente dimostrato, l’alternanza sonno veglia è indispensabile per la vita serena di qualunque essere umano. E ancora perchè, è anche questo scientificamente dimostrato, un bambino che riposa bene durante la notte, di giorno sarà un bambino meno nervoso e più sereno. Così come è scientificamente dimostrato che, dopo i sei/nove mesi, durante la notte, i bambini non abbiano alcun bisogno di nutrirsi. La maggior parte delle volte si tratta di proiezioni di noi madri che tanta fatica facciamo a staccarci dai nostri cuccioli. Continuo a pensare che il metodo Estivill sia stato per la Nostra famiglia e per la nostra coppia, un valido aiuto!

Comment from alessandra
Data 18 febbraio 2013 alle 11:03

Lucia dice: “Conosco madri orribili che hanno allattato i loro figli fino a tre anni, accorrendo isteriche ad ogni loro minimo segnale, ficcando seni o biberon nelle loro bocche urlanti senza neppure rendersi conto che non era quello, probabilmente, il motivo del del loro disagio. Madri che ogni notte, per tre o quattro anni si alzano tre o quattro volte e poi di giorno non reggono le naturali fatiche della crescita di un figlio. Madri e padri zombie che di giorno non si parlano, litigano e urlano perchè, è scientificamente dimostrato, l’alternanza sonno veglia è indispensabile per la vita serena di qualunque essere umano”. Se le madri si aiutassero e si comprendessero nella libertà di scelta e nel rispetto di tutti giudizi come i tuoi non sarebbero finalmente più presenti. E chi ne gioverebbe prima di tutti sarebbero i bambini che come i tuoi, avrebbero madri LIBERE di scegliere sia il metodo Estivill che l’allattamento prolungato. Perchè qui non si discutono le scelte dei genitori fatte con cansapevolezza, si cerca solo di loro dare strumenti.

Comment from Ilaria
Data 7 settembre 2013 alle 13:00

Penso di cominciare a provare il metodo estevil per varie ragioni…mio figlio si sveglia spesso la notte e vuole la poppa (ha 10 mesi) e io vorrei smettere di dargliela…dorme male e di conseguenza anche io e entrambi ne risentiamo durante il giorno…se leggo l’articolo scritto qua sopra e i vari studi scientifici mi vengono i brividi a pensare che fino ai 4 anni non ci sarà pace…stiamo scherzando!!! Se pensavo di fare un altro figlio leggendo questi studi mi passa immediatamente la voglia…credo invece che di pianto non e’ mai morto nessuno e se per tre gg dovrò sopportare il piccolo “attila” che urla ci proverò se servirà a farlo riposare meglio in futuro…non dimentichiamo che dormire bene serve al buono sviluppo del bambino e questo e’ un dato scientifico!!!!!!! In più non e’ assolutamente vero che devi ignorare tuo figlio…ma rassicurarlo con le tue parole e la tua presenza….!!

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