Occhio agli ftalati sugli indumenti dei bambini

La notizia non è recentissima, così come la denuncia di Altroconsumo, riguardo il rilevamento di ftalati – sostanze tossiche presenti nella plastica – su alcuni pigiamini per bambini.

Le stampe plastificate a ornamento dei capi  destinati ai più piccoli, per quanto carine e invitanti, nascondono questa insidia. E la normativa a regolamentazione della presenza di sostanze nocive – derivanti dalla plastica – per la salute dei bambini purtroppo riguarda soltanto i giocattoli e gli articoli di puericultura.

Nel caso denunciato da Altroconsumo nel 2008 si prendevano in esame alcuni pigiamini per la notte, sui quali erano state rilevate tracce considerevoli di ftalati. Non sempre la provenienza del capo (ossia la marca e il luogo di produzione) sono garanzia di sicurezza. Il “Made in Italy” non è esente dalla mancata applicazione delle normative vigenti in materia di plastiche e ftalati, e tra i capi presi in esame figurava un pigiamino della Chicco.

Bisogna dire che, a differenza dei giocattoli, è più difficile che un pigiama o una maglietta vengano portati alla bocca , ma neppure da escludere del tutto, specie se a indossarli sono bimbi molto piccoli.

Per non farsi cogliere dal painico ecco alcune indicazioni anti-ftalati:

Evitare o ridurre l’acquisto di abbigliamento per l’infanzia che rechi stampe plastificate;

– Procedere al lavaggio del capo acquistato (la presenza degli ftalati si riduce, senza però sparire del tutto);

– Controllare se il capo acquistato presenti il marchio “Oeko-tex”, garanzia di sicurezza della qualità dei tessuti.

Per approfondire, vai agli articoli di Altroconsumo.


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Una replica a “Occhio agli ftalati sugli indumenti dei bambini”

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