Le vaccinazioni dei bambini secondo il dottor Serravalle

Bambini super-vaccinati è uno dei best-sellers della collana Il Bambino Naturale. Di questo testo che, giunto alla seconda edizione, continua a far riflettere (e discutere!) centinaia di genitori, parliamo con l’autore, il dottor Eugenio Serravalle, medico specialista in Pediatria Preventiva, Puericultura e Patologia Neonatale che da anni si occupa di questo tema.

Dottor Serravalle per parlare del suo libro cominciamo dal titolo, cosa significa Bambini super-vaccinati?
È un riferimento all’attuale situazione italiana dove a tutti i bambini indistintamente vengono proposti gli stessi vaccini, e dove le vaccinazioni proposte continuano ad aumentare di numero. Se l‘offerta vaccinale fosse rimasta quella di alcuni anni fa, con pochi vaccini che hanno avuto un loro ruolo, una loro utilità nella storia per combattere malattie importanti, forse non ci sarebbe bisogno di parlare di bambini super-vaccinati.

Ma alle prime vaccinazioni se ne sono aggiunte altre per malattie infantili quali la pertosse, il morbillo, la varicella… Addirittura ora vacciniamo contro alcuni batteri che sono in realtà famiglie numerose di tipi diversi: è questo il caso del vaccino contro lo pneumococco (che tra l’altro interessa solo 13 sierotipi su 120), e del vaccino per il papillomavirus (che è efficace per 4 sierotipi su 130). E lo facciamo senza avere idea di quali potranno essere le conseguenze a lungo termine per la salute dei bambini, né i possibili effetti su questi germi!

Nel libro lei racconta di aver vaccinato, in passato, i bimbi affidati alle sue cure “con ogni vaccino disponibile sul mercato, fermamente convinto dell’utilità dell’immunizzazione di massa”. Cosa è successo poi? Come mai ha cambiato idea?

Già. E ho vaccinato i miei figli e non i miei nipoti.

Quando studiavo medicina, all’università ci avevano insegnato che i vaccini erano eccezionali strumenti di prevenzione. Di effetti collaterali non si faceva neppure cenno. Nel tempo ho scoperto che per la salute dei bambini, in termini di prevenzione, contano di più lo stile di vita, il latte materno, un’alimentazione sana, il rapporto affettivo con i genitori… E ho scoperto che le reazioni avverse ai vaccini esistono e sono più numerose di quanto si creda.
In passato non lo sapevo. Non ci si pensava neppure. Ricordo il caso di un bambino che pochi giorni dopo la vaccinazione antimorbillo-parotite-rosolia è stato ricoverato in ospedale con febbre altissima per la sindrome di Kawasaki: a nessuno, me compreso, venne in mente un’eventuale correlazione con il vaccino. E ancora oggi è così. È recente l’episodio di una bimba che ha manifestato un’encefalite sei ore dopo questa vaccinazione: nella lettera di dimissione non c’è alcun accenno al fatto che la bambina era stata appena vaccinata.

Possiamo riassumere brevemente gli argomenti trattati nel suo libro?
Il libro è composto da una prima parte dove vengono presentate a grandi linee le strategie di comunicazione dell’industria per invogliare a vaccinare, si approfondisce il fenomeno dell’invenzione delle malattie, si ripercorre storicamente la questione della riduzione della mortalità infantile (i dati mostrano chiaramente che questa riduzione ha preso il via ben prima dell’introduzione delle vaccinazioni infantili), si smentisce il luogo comune per cui gli extracomunitari porterebbero malattie…
Nella seconda parte si prendono in esame i singoli vaccini per evidenziarne vantaggi e svantaggi, scoprire le possibili reazioni avverse e valutare il rapporto rischi-benefici.

A proposito di fenomeni migratori… Tra le motivazioni pro-vaccino troviamo quella che la velocità e la facilità degli spostamenti da un Paese all’altro rischiano di riportare anche in Italia malattie che da noi erano ormai scomparse. In Bambini super-vaccinati si affronta anche questo argomento. Secondo lei si tratta di un rischio reale?
Di recente due ricercatori tedeschi hanno messo in guardia dalla possibilità che si verifichino epidemie di poliomielite in Europa, per la presenza dei profughi giunti dalla Siria, dove la poliomielite è endemica. Il rischio riguarderebbe in particolare le tre nazioni, tra cui l’Austria, dove la copertura vaccinale non raggiunge il 95% e quindi non è garantita l’immunità di gregge. Io ho scritto a questi ricercatori, chiedendo come mai, dato che il fenomeno dell’immigrazione è ormai vecchio di un decennio e in Europa in questi anni sono giunti extracomunitari da ben tre Paesi dove la poliomielite è endemica, non sia accaduto nulla… Loro mi hanno risposto che si tratta di una “fortunata casualità”, ma questa risposta non mi ha convinto molto…
Chiediamoci inoltre come mai ci sono paesi dove la poliomielite è endemica e Paesi con la stessa copertura vaccinale dove è epidemica. E ancora, Paesi come l’Austria, dove semplicemente è assente… Evidentemente la presenza o meno della malattia non dipende solo dalla copertura vaccinale, ma altri fattori come le condizioni igienico-sanitarie hanno un peso rilevante.

La maggior parte dei genitori sente il bisogno di ricevere informazioni affidabili prima di vaccinare il proprio bambino, prova di questo bisogno è il grande successo di Bambini super-vaccinati che in pochi anni ha visto l’uscita di una seconda edizione ampliata e aggiornata. Eppure l’impressione generale è che in Italia trovare queste informazioni sia davvero difficile… È così?
In effetti ai genitori non viene data nemmeno l’informazione principale ovvero che le vaccinazioni obbligatorie sono solo quattro. Invece si dà per scontato che tutti i bambini debbano essere sottoposti alla vaccinazione esavalente.
Le ASL dovrebbero illustrare ai genitori le possibili reazioni avverse di ogni vaccino, ma questo nella maggior parte dei casi non avviene. Così come non viene esposto il cartello che informa dell’esistenza della Legge 210/92, ovvero la legge che riconosce il danno vaccinale.

Qual è la reazione dei genitori che leggono il suo libro solo dopo aver vaccinato i loro bambini?
Se non hanno ancora concluso il ciclo vaccinale si chiedono che cosa fare a questo punto, se interrompere o procedere con le dosi mancanti. E in generale, riferiscono la sensazione di essere stati presi in giro. Sì, perchè è possibile fare delle scelte consapevoli solo se si ha una visione completa della situazione, quando si scopre di non aver ricevuto informazioni corrette, ci si sente presi in giro.

Gli esperti che sostengono l’importanza dei vaccini  sottolineano la potenziale gravità delle malattie infantili, un esempio è quello dell’epidemia di morbillo che nel 2002 aveva causato otto morti in Italia.
È evidente che il morbillo è una patologia che può avere conseguenze importanti per bambini che vivono in una situazione di denutrizione, o che soffrono di malattie particolari o patologie croniche.

Alcuni genitori che hanno letto Bambini super-vaccinati vorrebbero sottoporre il proprio bambino solo ad alcune vaccinazioni, escludendone altre, ma sembra che questo sia un desiderio irrealizzabile, poiché recuperare i vaccini monovalenti è molto difficile.
Questo è un esempio di cattiva informazione: i vaccini monovalenti per la polio e per il tetano si trovano comunemente in farmacia, quello per la difterite dev’essere importato dalla Danimarca, ma trattandosi di un diritto delle famiglie, tocca alle ASL procurarli.

Giorgia Cozza


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  • stefania

    Moldi medici consigliano l’esavalente e non i singoli vaccini perchè così le varie sostanze utilizzate come conservanti vengo inoculate una volta sola…e non ogni volta per singolo vaccino. Può essere una motivazione plausibile?

  • Barbara

    Finalmente ho conosciuto un medico veramente preparato e con la mente libera da preconcetti.

  • Barbara

    Finalmente un medico con ampie conoscenze