Gli ormoni della gravidanza

La gravidanza è un momento di grandi cambiamenti, sia sul piano fisico che su quello emotivo/psicologico, il tutto per via degli ormoni che in questo periodo vedono una forte prevalenza del progesterone che, come dice la parola stessa, è pro-gestazione, ovvero favorisce il progredire della gravidanza.

In che modo il progesterone compie questi cambiamenti?

Anzitutto esso deve permettere all’utero di aumentare progressivamente di volume senza per questo contrarsi in maniera tale da rischiare di comprometterne il fisiologico divenire. Quindi la sua funzione principale è quella di rilassare la muscolatura uterina.

Dal momento che la sua azione non si concentra solamente sull’utero, ma si estende anche, ad esempio, all’intestino, spesso una donna in gravidanza soffre di stitichezza e pigrizia intestinale.

Per ovviare al problema occorre :
– Bere molta acqua;
– Non esagerare con mele e banane, patate e carote;
– Fare movimento e attività fisica (compatibile con la gravidanza);
– Seguire un’alimentazione ricca di fibre.

Le fibre solubili si trovano in:
– Crusca di avena
– Orzo
– Legumi
– Frutta secca

Le fibre solubili hanno un’elevata capacità di idratazione e aumentano la viscosità del contenuto intestinale.

Le fibre insolubili si trovano in:
– Cereali integrali
– Crusca di grano
– Orzo perlato
– Verdure
– Ceci
– Fagioli
– Fave
– Piselli
– Radicchio rosso
– Melanzane

Le fibre insolubili assorbono e trattengono acqua e gas all’interno del lume intestinale, aumentano il volume e la morbidezza della massa fecale e aumentano la velocità di transito della massa fecale.

Il progesterone è anche responsabile della difficoltà a digerire e del reflusso acido gastroesofageo che affligge molte donne durante la gravidanza . Nel terzo trimestre, poi, l’utero preme verso l’alto sullo stomaco, dando sensazione di pienezza e reflusso.

Per facilitare la digestione occorre:
– Evitare cibi pesanti e di difficile digestione (cibi molto conditi, cibi grassi, fritti…), specialmente la sera;
– Evitare di coricarsi subito dopo mangiato;
– Dormire leggermente più sollevate rispetto al solito, aiutandosi con un cuscino in più.

Per ovviare ai disturbi da acidità gastrica:
– Non lasciar passare molte ore tra un pasto e l’altro: sono consigliati piccoli spuntini “secchi” (crackers, pane, grissini…) tra un pasto e l’altro;
– I pasti non devono essere troppo abbondanti;
– Masticare lentamente;
– Evitare caffè, the, bevande gassate, cioccolata, piatti in salsa di pomodoro, formaggio fuso, farinacei, aceto, cetrioli, pomodoro, cavolo, broccoli.
– Non coricarsi subito dopo il pasto;
– Dormire sul fianco sinistro;
– L’altea o il luppolo in infusione tolgono un po’ di acidità alla mucosa,
– Il fieno greco e l’argilla verde neutralizzano l’acidità di stomaco lenendo il dolore della pirosi.

Il progesterone è responsabile inoltre di un lieve rialzo della temperatura corporea materna, allo scopo di proteggere il bambino da grandi sbalzi termici.

Si viene a creare, infatti, un sistema tampone che assorbe dal connettivo maggiori quantità di liquidi, dando così modo al corpo materno di regolare diversamente la propria capacità di cedere calore.

Il bambino, poi, rappresenta una fonte di calore aggiuntiva che, unita all’aumento del metabolismo basale, fa sì che la donna in gravidanza sudi più facilmente.

In gravidanza i vasi sanguigni si modificano in modo che la resistenza vascolare periferica si riduca. La conseguenza è una dilatazione dei vasi che può favorire la comparsa di varici agli arti inferiori ed emorroidi, poiché il sangue deve rifluire in maniera opposta alla forza di gravità.

L’attività fisica rinforza le pareti dei vasi, migliorando il reflusso venoso e prevenendo questi disturbi.

Un’altra conseguenza della dilatazione dei vasi, insieme alle variazioni ormonali e all’aumento di peso dell’utero, è l’accumulo di liquidi e la cellulite: il sangue fatica a risalire dai piedi al cuore e ricade in basso, gonfiando troppo i capillari.

La parte liquida del sangue esce e s’infiltra nei tessuti. Anche la linfa, sovraccarica di lavoro per i ristagni di liquidi, non riesce a drenare. In questo modo le tossine si accumulano creando gonfiori e la formazione di noduli.

Per prevenire e ovviare a questi disturbi occorre:
– Bere molta acqua oligominerale naturale con un basso residuo fisso, cioè povera di sali, in particolare di sodio che favorisce la ritenzione idrica;
– Evitare la sedentarietà: camminare, fare attività fisica, ginnastica nell’acqua, nuoto. In questo modo si riattiva la circolazione e si contrastano gli accumuli adiposi.
– Evitare i cibi grassi, consumare regolarmente cereali integrali, carni bianche, pesce e verdure condite in modo leggero. Va bene anche la frutta, mentre è bene non esagerare con i latticini e limitare al massimo gli zuccheri semplici e il sale, che favoriscono la ritenzione di grassi e liquidi;
– Non fumare;
– Evitare i tacchi troppo alti o le scarpe senza alcun tacco;
– Evitare posture scorrette come l’eccessivo accavallamento delle gambe;

L’aumento idrico complessivo di circa 6L può causare una “falsa anemia” da gravidanza. Il sangue materno è più diluito, pertanto non viene a mancare il ferro, ma si riduce la percentuale di ferro per litro.

Gli ormoni della gravidanza, specialmente gli estrogeni, sono responsabili anche dell’aumento della melanina, il pigmento che viene prodotto dai melanociti della pelle in risposta all’esposizione al sole, specialmente in alcune zone del viso, come guance, lati del naso, labbro superiore, fronte, che danno un tipico aspetto ‘a mascherina’; sull’addome, dove compare una linea scura che unisce il pube all’ombelico (linea alba) e sulle areole, che tipicamente in gravidanza si scuriscono notevolmente.

E’ importante in gravidanza schermarsi con creme ad alta protezione, sia quando ci si espone al sole, sia quando non ci si espone al sole, sulle zone come il viso, che comunque rimane esposto.

Emanuela Rocca

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