Difendiamo il pudore dei nostri bambini

Tuteliamo il pudore dei nostri bambini, ma anche il nostro!

È di pochi giorni fa la notizia, corredata da esplicite fotografie, che tre giovani turisti italiani (o algerini, ancora non si sa), presumibilmente ubriachi, si sono spogliati completamente ed esibiti per le vie di Barcellona. La stessa cosa accade sempre più spesso nei supermercati e nei centri commerciali, dove chi si spoglia ha “diritto” alla spesa gratis.

Che tre ubriachi si spoglino per strada non è giustificabile ma può essere comprensibile: si sa bene che gli ubriachi non sanno quello che fanno. Molto più grave è che il fatto diventi una moda, addirittura spinta e favorita dagli stessi commercianti per farsi pubblicità: qui si tratta non solo di offesa al pudore, ma anche di mercificazione del proprio corpo.

La parola chiave è proprio questa: pudore. Viviamo ormai in un mondo dove il pudore non è più una virtù ma al contrario è una cosa da deridere, da ridicolizzare: la parola “pudicizia” viene spesso accompagnata da espressioni di scherno, viene vista come qualcosa di superato, di bigotto, di cui bisogna sbarazzarsi per essere “liberi” ed “emancipati”.

In realtà il pudore (da pudere = aver vergogna) è insito nell’essere umano, è atavicamente presente nella psiche, anche se è soggetto a influenze ambientali e culturali. Il pudore si oppone sempre allo svelamento di una regione del corpo come a quello di un sentimento, che deve restare nel segreto, nei territori interni. Stendhal arriva a dire che “Il pudore è la madre dell’anima”.

Le pubbliche condotte di impudicizia quindi, con la loro incredibile aggressività, scindono nettamente il sesso dalle componenti affettive, di tenerezza e responsabilità. L’oscenità gratuita è un’aggressione egoista e spietata, tanto da provocare spesso ripulsa e disgusto nei preadolescenti e negli adolescenti: è proprio intorno ai 9-12 anni che si sviluppa il senso del pudore, che il bambino piccolo non ha.

Lo sanno bene tutte le mamme, che non hanno problemi a mostrarsi nude ai figli piccoli, ma che istintivamente e naturalmente si coprono quando i piccoli crescono. La stessa cosa fanno i bambini quando entrano nella pubertà.

È molto grave che l’oltraggio al pudore non venga più punito, dato che si tratta di una categoria esistenziale di fondamentale importanza: è resistenza allo svelamento e all’oggettivazione del corpo, è rivelatore delle pulsioni autentiche dell’uomo. Difatti la nudità dell’uomo e della donna può diventare la metafora visibile sia del loro incontro sia della loro vergogna.

Al giorno d’oggi, purtroppo, l’uomo si sta disumanizzando, e lo fa in tanti modi, non solo con le atrocità della guerra moderna: anche dimenticando il rispetto di se stesso con il gesto di spogliarsi in pubblico e tornarsene a casa – nudo – con le borse della spesa. Ben triste e deprimente spettacolo per noi e per i nostri figli…

Anita Molino


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