Pronto Soccorso Emozionale per bebè e genitori (II parte)

Prestare Pronto Soccorso Emozionale per ristabilire e rafforzare il cordone emozionale tra genitori e bambini.

Continua l’intervista a Barbara Walcher, tradotta da Janine Koch, se non hai letto la prima parte clicca QUI!


  • Quando il PSE può aiutare i genitori?

Oggigiorno l’essere genitori è per molti versi una vera sfida. Viviamo in un tempo con ritmi veloci e fitto d’impegni dove contano le prestazioni. Ci sono grandi aspettative e pretese nei propri confronti e di chi ci sta attorno. Queste dinamiche le ritroviamo anche nella genitorialità. Tutto deve essere perfetto e prevedibile. Se queste aspettative non vengono soddisfatte, viene a mancare l’ambito senso di felicità con il bebè, i genitori si sentono lasciati soli, impotenti e inadeguati. Sono delusi, di loro stessi e del proprio bambino. Ma legame e amore necessitano di tempo e spazio per poter crescere. È importante che i genitori creino già a livello preventivo uno spazio simile e se ne prendano cura, per se stessi e il loro bambino sin dall’inizio della loro vita comune. Si possono così evitare delusione e situazioni di crisi. Ed è proprio qui che il PSE lavora in primis, nella prevenzione.

  • Quali sono le principali situazioni in cui i genitori cercano aiuto?

Nella maggior parte dei casi i genitori cercano aiuto solo quando si trovano in una situazione di crisi con il bambino, quando il parto è stato vissuto in modo difficile, quando il bambino sano piange in modo inconsolabile, quando dorme poco, quando mostra molta irrequietezza o quando ci sono problemi di allattamento. Ciò significa che i genitori arrivano già in uno stato teso e indebolito. In questo caso, come la parola stessa PSE ci suggerisce, si tratta di prestare pronto soccorso emozionale, per ristabilire e rafforzare il cordone emozionale tra genitori e bambini.

  • Da dove arriva il PSE?

La forma odierna del PSE è stata sviluppata da Thomas Harms, psicologo e psicoterapeuta di Brema, basandosi sulle conoscenze attuali della terapia psicocorporea, della neurofisiologia e della ricerca sull’attaccamento. Il Dr. Harms dirige il centro europeo di formazione del PSE (EAZ) tramite il quale viene proposta una formazione interdisciplinare di PSE sull’arco di vari anni, ora presente anche in Italia in Alto Adige.

  • Dove è possibile un accompagnamento di PSE in Italia?

A dipendenza della loro formazione di base, i consulenti certificati PSE propongono i tre campi d’applicazione del PSE in incontri individuali come pure in un contesto di gruppo. Viene volentieri considerata la possibilità di collaborare con altri professionisti. Attualmente in Italia lavorano diversi consulenti PSE, alcuni come liberi professionisti e altri nelle strutture sanitarie pubbliche. Provengono da diversi settori professionali e sono medici, ostetriche, infermiere, pedagogisti, fisioterapisti, psicologi, psicoterapeuti e assistenti sanitari. In Italia la maggior parte dei consulenti PSE è membro dell’Associazione PSE. In Europa gli interessati possono trovare nelle proprie vicinanze consulenti PSE certificati con i relativi recapiti sul sito www.prontosoccorsoemozionale.it.

  • Verrà proposto un nuovo percorso di formazione PSE?

Nel 2012 è stato proposto il primo percorso di formazione PSE in Italia a Novacella, Alto Adige. Nel gennaio 2016 è iniziato il secondo. Ulteriori percorsi di formazione sono in pianificazione: il prossimo è previsto per la fine del 2018.
La certificazione di consulente PSE richiede un totale di 42 giorni di formazione. In aggiunta vengono richieste ore di percorso introspettivo personale e di supervisione come pure l’obbligo di preparare diversi lavori di fine formazione. La formazione è in tedesco, con traduzione simultaneamente in italiano. Il materiale didattico per i partecipanti è in entrambe le lingue. Per gli interessati vengono organizzate regolarmente giornate introduttive di PSE.

Scrivendo all’indirizzo info@barbarawalcher.it potete richiedere le date concernenti la formazione di PSE.


Barbara Walcher è infermiera pediatrica. Dopo tanti anni di lavoro clinico, dal 2012 lavora come indipendente nel suo studio a Bressanone. È inoltre attiva come referente per il PSE e altri temi legati all’essere genitori e bambini in diverse strutture di formazione e istituzioni sanitarie in Alto Adige e Italia, come pure in altri paesi europei. Per l’Italia coordina i relativi percorsi di formazione PSE.

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