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homeschooling vacanze

Le vacanze sono finite, ma non per tutti.
Ci sono bambini che non conoscono pienamente il senso del termine “vacanza”: sono quei bambini che non hanno mai messo piede in una scuola, che pare non vadano mai in vacanza oppure che siano sempre in vacanza, dipende dai punti di vista.
Sono i bambini che fanno homeschooling in Italia. Le loro giornate e le stagioni sono scandite da ritmi differenti da quelli di chi va a scuola.
Questi bambini vivono il loro apprendimento principalmente nel loro ambiente di vita, non c’è confine tra l’apprendimento da una parte e, dall’altra, le attività quotidiane, il gioco, la conversazione occasionale, la vacanza, il viaggio, lo studio. Per loro le vacanze non iniziano e non finiscono. Ce lo spiega meglio Maria Di Sarno, referente LAIF Associazione Istruzione Famigliare per la regione Puglia.

Cosa fanno esattamente i bambini in homeschooling?

Esistono famiglie di homeschooler che si svegliano il lunedì mattina e hanno già programmata la settimana. Seguono più o meno i programmi scolastici e cercano di ripetere a casa quello che da sempre si è fatto in un’aula scolastica.
Ci sono quelle che invece si organizzano in gruppi di famiglie più o meno omogenei, si supportano e si sostengono vicendevolmente, sia nella gestione delle attività, che nell’organizzazione didattica.
Alcune famiglie in homeschooling favoriscono un tipo di apprendimento più naturale, uno stile che muove dalle passioni dei piccoli apprendenti, non strutturato e dunque non programmato, se non negli obiettivi generali che si intende perseguire.
Esistono famiglie itineranti, che vivono e apprendono in giro per il mondo, e quelle stanziali, che ospitano e incontrano il mondo nel loro ambito familiare.
Insomma, c’è una varietà di apprendimenti al di fuori di quello classico tradizionale che classificarli è impossibile. Tutti questi apprendimenti hanno in comune, oltre alla denominazione giuridica di “istruzione parentale”, il fatto che il tempo del loro apprendimento pare non vada in pausa con la classica vacanza: mare, montagna, lago, collina, vengono vissute costantemente durante tutto l’anno.
Sono tantissimi i bambini che hanno appreso a scrivere con un bastoncino sulla sabbia in riva al mare aspettando l’onda che venisse a cancellare per poi scrivere ancora e ancora e ancora tra risate e spruzzi d’acqua.
E ci sono quelli che hanno cominciato a contare proprio con le conchiglie o i sassolini o le ghiande nel bosco; le hanno sommate e divise con i fratelli o con i compagni o con mamma e papà.
Ci sono altri che hanno raccolto le foglie e i fiori e osservato gli insetti per poi tornare stanchi ed entusiasti, ma desiderosi di fissare quanto appreso appena rientrati, cercare sui libri quanto osservato, ispezionare con una lente le foglie, classificarle e incollarle. Tutto sempre con gli occhi colmi di stupore e la mente piena di domande a cui dare le risposte.
Ci sono bambini in homeschooling che dopo aver ascoltato un brano o una canzone hanno voluto capire come fosse strutturato un testo, cosa fosse un ritornello e poi le rime e i versi in endecasillabi, in dodecasillabi; hanno diviso e contato le sillabe e verificato loro stessi. Quella canzone poi l’hanno imparata e cantata a squarciagola durante le passeggiate in montagna e hanno ascoltato e osservato l’eco.
Sono state fatte domande e cercate risposte senza chiedersi se quello fosse tempo di scuola o tempo di vacanza, se fosse momento di apprendimento o tempo di divertimento.

Per i bambini in homeschooling le vacanze non sono momenti di non-apprendimento

Tutto è un continuum e anche i momenti di noia, con lo sguardo perso nel vuoto, sono momenti importanti, sono quelli in cui il cervello assimila, categorizza, classifica, organizza, divide le cose apprese.
Per tutti coloro che si approcciano a questo tipo di esperienza, l’inizio può essere difficile: veniamo da poco più di un secolo di scolarizzazione che però ha scandito ogni singolo giorno della nostra vita fin dall’infanzia. Il percorso di scolarizzazione comincia più o meno per tutti con la scuola dell’infanzia e ancor prima con il nido. Segue poi la fase dell’istruzione obbligatoria che ci lascerà ad adolescenza inoltrata. Ogni settimana è scandita dagli stessi ritmi per tutti, dove il sabato e la domenica si riposa per ricominciare il lunedì. Solo le vacanze spezzano questo ritmo e ognuno si sente libero di dedicarsi a quello che più ama.

Liberarsi da certi ritmi

In homeschooling tutto avviene più lentamente e, paradossalmente, si apprende tantissimo perché si seguono i bisogni del singolo bambino: si va veloce quando il bambino è veloce e si rallenta dove necessita.
Il lavoro di una famiglia che sceglie questo percorso è anzitutto un impegno di totale responsabilità, dove nulla si delega, dove i figli si vivono e si istruiscono 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno.
Anche se non si va mai in vacanza, ma si è sempre in vacanza, tutti si prefigurano gli obiettivi da raggiungere come da Indicazioni Nazionali, che si concretizzano nelle 8 Competenze Europee (si vedano anche video 1,  video 2 , video 3). Ci si impegna a redigere un piano didattico-educativo, nel quale saranno indicate le modalità con le quali queste competenze sono state raggiunte e, come famiglia, si attende ansiosi la verifica annuale che decreterà le nostre vacanze calendarizzate da scuola fino al prossimo anno. Perché l’apprendimento qui è sempre in vacanza.


di Maria Di Sarno
Referente LAIF Associazione Istruzione Famigliare per la regione Puglia.

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