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Nutrire e accudire la neomamma

In questa intervista, la biologa e doula Sophie Messager racconta alla giornalista Hannah Hiles l’importanza del recupero post parto.
Sophie Messager si è interessata all’importanza del recupero post parto durante la sua formazione per diventare doula. Resasi conto che questa era un’area inesplorata del percorso della gravidanza, l’autrice, che ha un dottorato di ricerca in Fisiologia della riproduzione, ha iniziato a raccogliere informazioni da tutto il mondo sul periodo dopo il parto. Prendendo come punto di partenza la sua esperienza di donna francese emigrata nel Regno Unito, sposata con un uomo nato a Hong Kong e madre di due bambini, ha individuato una serie di semplici passaggi per aiutare ad accudire le nuove madri dopo la nascita del loro bambino.
Nel suo libro, Il post parto, Sophie espone i quattro pilastri del recupero postnatale (riposo, cibo, cura del corpo e sostegno sociale) e incoraggia le neomamme, i loro amici e le loro famiglie, così come gli operatori (soprattutto ostetriche e doule), a recuperare la saggezza tradizionale nel mondo moderno.

Intervista a Sophie Messager

Come ti è venuta l’idea di scrivere un libro dedicato al post parto?

Mi sono interessata al recupero post parto durante la mia formazione come doula e ho iniziato a scriverne sul mio blog nel 2015. Più avanti ho partecipato a un workshop di scrittura per operatori delle nascite e da lì il libro è venuto fuori da solo.
Non viviamo più in comunità, in case intergenerazionali e le persone non sono mai state così isolate. Questa situazione è data da un fenomeno culturale più ampio, certo, ma una delle conseguenze è la mancanza di assistenza post parto. A Cambridge ci sono persone da tutto il mondo e molte mi assumono come doula perché non hanno una famiglia nelle vicinanze.
La scuola dei miei figli è molto internazionale, così ho iniziato a parlare con i genitori stranieri per chiedere loro quali siano le usanze nel paese d’origine dopo il parto: una madre dall’India mi ha raccontato che la neomamma riceve ogni giorno massaggi per il corpo, mentre una del Kenya ricordava di persone che litigavano per chi avrebbe dovuto portarle da mangiare.
È il desiderio di cambiare la nostra cultura a guidarmi: non per tornare indietro, ma per trovare un nuovo modo di fare le cose. Voglio che le donne chiedano un cambiamento e che le persone le supportino. Quindi spero che molti, non solo le doule, leggano il libro.

Sembra che molte delle pratiche dei quattro pilastri, cioè riposo, cibo, cura del corpo e supporto sociale, siano comuni in tutto il mondo.
Come sarebbe la nostra società se avessimo una forte assistenza post parto?

Anche per questo motivo per me è stato importante scrivere questo libro. Penso che non sia utile dire alle persone di fare come si fa in Cina o in India, non c’è una cosa che vada bene per tutti. Non voglio che le persone sentano di dover fare le cose in un certo modo. Si può ricorrere ai quattro pilastri nel modo che si preferisce: ad alcune neomamme, per esempio, piace essere circondate da persone, ad altre no.
Una migliore assistenza post parto porterebbe numerosi benefici alla società nel suo insieme. Se accudiamo le neomamme, queste creeranno un legame più forte con i loro bambini, Prenderebbe presto piede, se tutte partorissero sapendo che potranno riposarsi per il mese successivo.

Qual è il modo migliore per supportare una neomamma?

Le donne incinte pensano a scrivere un programma per la gravidanza e il piano del parto, ma è una buona idea prepararne uno anche per il post parto. Ci sono molte cose che una donna incinta può fare per se stessa, dalle scorte di cibo al convincere qualcuno a prepararle un menu dei pasti, per rimanere in tema di nutrimento. Prima di tutto è essenziale ottenere supporto sociale, gli altri pilastri, come li chiamo nel libro, verranno dopo. D’altronde, il motivo principale per cui le mamme si iscrivono ai corsi preparto è incontrare altre donne nella stessa situazione.
Alla gente piace dare consigli e di solito lo fa con le migliori intenzioni, ma è molto importante che i visitatori (parenti, amici ecc.) non compromettano la fiducia della neomamma, specialmente se è la sua prima volta. Non vi presentate a casa della nuova famiglia se non siete stati invitati e non aspettatevi che sarà entusiasmante. La cosa migliore da fare è chiedere ai neogenitori di cosa hanno bisogno in quel momento, cosa potrebbe aiutarli: tenere il bambino così che la mamma possa prepararsi il pranzo o farsi una doccia, per esempio. Inoltre, gli ospiti spesso non ci pensano e portano solo regali per il bambino, ma il cibo può essere un dono molto più gradito di tutine o fiori! Portate alla nuova famiglia qualcosa di sfizioso che sia anche nutriente, qualcosa che possono mettere in forno senza bisogno di alcuna preparazione, cibi “comodi” come delle lasagne. Il cibo preparato con amore è sempre molto nutriente!

Le culture di tutto il mondo curano il corpo per accelerare il processo di guarigione dopo che una madre ha partorito. Puoi parlarci del rituale di chiusura del ventre?

Ho sentito parlare per la prima volta della derimonia di chiusura del ventre come una tradizione del Sud America, ma in realtà è presente in tutti i continenti. È un massaggio pensato per aiutare la donna a ritrovare se stessa dopo il parto, sia fisicamente, che emotivamente e spiritualmente.
Il rituale consiste nel far dondolare il bacino con un rebozo, un particolare tipo di scialle, massaggiando contemporaneamente l’addome, i fianchi, il torace e le braccia con uno speciale olio riscaldante e, infine, usare di nuovo il rebozo per chiudere il bacino.
Dopo tutte le mie ricerche e dopo aver fatto massaggi a centinaia di donne, penso a questa usanza come a un bisogno, non a un lusso. Durante la gravidanza i cambiamenti fisici che avvengono nel corpo sono incredibili (i fianchi si allargano, i muscoli si distendono, l’utero si espande), trovo assurdo che la possibilità che tutto ritorni com’era prima rimanga a disposizione di poche e non sia invece la norma.
A livello emotivo, accudire la neomamma in questa cerimonia significa onorarla e mostrarle cure e attenzioni, sia che abbia avuto un’esperienza positiva del parto sia che, al contrario, conservi un ricordo meno piacevole. A livello spirituale, esiste un’idea di fondo per cui, dopo il parto, si liberi energia e quindi la donna, al termine della cerimonia, si sente più “completa”. Infatti, una neomamma può essere vulnerabile a tutti gli effetti (fisico, emotivo, spirituale), ma quando esegue questo processo di avvolgimento, la donna può tornare sé stessa. La chiusura del ventre è molto utile anche dopo un aborto spontaneo e situazioni traumatiche. Va incontro ai bisogni delle persone. Non è mai troppo tardi per sottoporsi a questa cerimonia. Quella che ho fatto prima è stata a 24 ore dal parto, quella più tardi dopo 47 anni. Vorrei che più donne la conoscessero.

Se una neomamma volesse conservare un messaggio da questo libro, quale dovrebbe essere?

Mamma, ti meriti di essere supportata. Ti meriti di essere nutrita e accudita. Non è un lusso, è un’esigenza reale. Non è solo qualcosa di carino da vivere se trovi il tempo per farlo!


Leggi l’articolo originale: Nourishing New Mums

Revisione di Francesca Pamina Ros

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