Libri per bambini e fratellino in arrivo

Il volume illustrato Alice e il fratellino nel pancione è stato citato in un saggio molto interessante, pubblicato sulla rivista di Pedagogia “Educazione Democratica”.

Il saggio, intitolato Il nascente invisibile: editoria per bambini e industrializzazione della nascita, è opera di Gabriella Falcicchio, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione dell’Università di Bari, dove insegna Pedagogia.
La dottoressa Falcicchio evidenzia i punti deboli e i limiti dell’attuale editoria per l’infanzia, laddove si parla di gravidanza, nascita, accudimento del neonato, ma nel paragrafo “Un altro immaginario possibile… (e reale)” presenta tre libri che ritiene apprezzabili per la visione che offrono di questi argomenti: Alice e il fratellino nel pancione è uno dei tre volumi!

Ed ecco come l’esperta analizza il nostro libro:

Il volume di G. Cozza e M. F. Agnelli, Alice e il fratellino nel pancione (2010) ha il pregio di capovolgere i punti di vista consueti mantenendo il frame tradizionale della sorellina che aspetta un fratellino. È Alice, la maggiore, a raccontare al fratellino della vita che lo attende e non riceve istruzioni emotive dagli adulti nascosti dietro il libro. Sono presenti, in prospettiva, tutti gli aspetti delle cure prossimali: Alice preannuncia che il fratellino berrà il latte della mamma, che verrà trasportato in una fascia (unico caso editoriale riscontrato), che dormirà con i genitori (unica immagine di benessere familiare nel tanto esecrato lettone!).

Peraltro ci sono altri aspetti pregevoli da sottolineare, del tutto coerenti con la linea editoriale assunta da Il Leone Verde: non c’è alcun riferimento a una presunta gelosia della sorella maggiore, che non appare costretta a ridimensionare le proprie richieste di cura con l’arrivo del fratello; al contrario Alice è attiva nel costruire un dialogo col fratello, il quale interagisce attraverso il pancione; la madre coinvolge la figlia nell’accudimento del piccolo, permettendole di sentirsi pienamente inclusa nelle dinamiche familiari.

I riferimenti al papà evidenziano il suo ruolo di contenimento della diade, mentre la nonna, lungi dall’essere presentata come sostituto materno, è attiva nel collaborare alle cure, cucendo la fascia portabebè che userà il piccolo.

Il libro ha una chiusa interessante, con Alice che «abbraccia la mamma e insieme abbraccia anche il fratellino». Mentre in altri libri viene descritto, a mio parere artificiosamente, il disagio della maggiore per l’ingombro di questa entità sconosciuta che impedisce di avere lo spazio sufficiente a raggiungere la mamma, qui l’abbraccio di madre e figlia non esclude nessuno, perché il piccolo è parte della mamma.

Questo aspetto, in apparenza trascurabile, in realtà richiama una visione della donna e del bambino precedente la rivoluzione ostetrica avvenuta nel XVIII secolo con la mascolinizzazione del parto e l’invenzione del «feto» come entità distinta dalla donna. Questa separazione, praticata in nome della scienza ma del tutto antiscientifica, di un unicum inscindibile fa parte del processo di espropriazione della nascita dal femminile e del femminile dalla nascita.


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