Questione vaccini: rispondiamo al giornalista Gianluca Nicoletti

Una risposta a “La verità che sfida il dogma”, articolo di Gianluca Nicoletti sulla questione vaccini pubblicato su www.lastampa.it il 26 luglio 2017.
Ecco l’ennesimo editoriale che, con toni sarcastici, molto cinismo ed evidente disprezzo, parla della questione vaccini alla luce dell’ultima sentenza della Cassazione, quella che ha negato il nesso tra l’insorgenza di una sindrome autistica e la precedente vaccinazione. In campo, l’abile penna di Nicoletti, che amaramente si chiede com’è possibile che la gente non si fidi più delle autorità politiche, scientifiche, religiose. Questo atteggiamento si propaga tra la gente che ha studiato, che è colta – si meraviglia il commentatore – ed è integrata. Eppure abdica al proprio raziocinio e si convince che tutti mentano, tranne la gente comune. Una vera e propria regressione sociale.

Vorremmo tranquillizzare il Nicoletti. La gente che è contraria all’obbligo vaccinale non pensa affatto che tutti mentano: fior di scienziati, medici premi Nobel, biologi ed epidemiologi di fama mondiale hanno già espresso la loro assoluta contrarietà alla pratica della vaccinazione di massa. Questi godono della piena fiducia dei cittadini contrari al nazi-decreto Lorenzin. Anche fior di giuristi e magistrati di rango elevatissimo si sono espressi contro questo decreto, manifestamente illegittimo e anticostituzionale. Anche questi ultimi godono della piena fiducia dei suddetti cittadini.
Infine anche molti senatori (tra i quali non mancano i medici) hanno espresso, sempre motivando le loro scelte scientificamente, un’assoluta contrarietà alla sciagurato decreto. Parimenti questi politici hanno riscosso il plauso e la fiducia dei cittadini.

Ma questa ultima sentenza è sfacciatamente politica. Lo è in maniera talmente ovvia che non offendiamo l’intelligenza di nessuno spiegandone l’assoluta prevedibilità in questo momento storico.

Comprenderà anche il Nicoletti che non è poi tanto strano dubitare di politici e tecnici la cui vicinanza ai produttori farmaceutici li fa (giustamente) apparire come promotori commerciali di Big Pharma. Qualora poi ritenesse che i medici pediatri siano tutti convintissimi della bontà e dell’innocuità dei vaccini, spieghi allora perché le regioni pagano bonus economici ai suddetti medici per ogni vaccino somministrato e appetitosi premi annuali se raggiungono l’obiettivo prefissato in termini di percentuale di popolazione vaccinata. Una pratica che odora tanto di corruzione di professionista, a meno che non la si inquadri concettualmente nella sfera di competenza del promotore commerciale/addetto vendite.

Come spiegare poi che, secondo tutte le indagini, le persone contrarie alla dittatura sanitario-farmaceutica sono quelle che hanno studiato, che si sono informate, che hanno approfondito l’argomento, che hanno cercato un dialogo, un confronto, che hanno fatto domande? In breve sono quelle che – in media – ne sanno di più (molto di più) di quelli che approvano facendo spallucce.

Chi scrive ha conosciuto e conosce molti danneggiati gravi e gravissimi da vaccino, famiglie devastate, vite distrutte. D’altra parte, tutti questi possibili eventi avversi (compreso l’autismo) sono contemplati nei foglietti illustrativi che accompagnano i vaccini stessi, e dunque perfettamente noti agli stessi produttori. Gli stessi dati ufficiali AIFA, secretati fino a pochissimo tempo fa, sono terrificanti, benché abbondantemente sottostimati. In questo momento sono oltre seicento i cittadini italiani che hanno percepito un risarcimento per danni da vaccinazione.

Come si fa a insultare, offendere, oltraggiare famiglie in questo abisso di sofferenza asserendo che si inventano tutto, che sono insurrezionaliste, che sono ignoranti, che credono a Wanna Marchi?

Questo è il livello dei giornalisti, degli editorialisti, dei media mainstream. Ognuno tragga le proprie conclusioni.

Anita Molino


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