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La sculacciata

La sculacciata

(7 recensioni dei clienti)

Perché farne a meno: domande e riflessioni

Le punizioni corporali sono dannose per il corpo e la psiche del bambino. Ma è possibile educare senza picchiare? Se sì, come?

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Prefazione di Alice Miller Tradotto da Chiara Pagliarini Pagine: 192 ISBN: N/A Categoria: Tag:

Conosci l’autore

Olivier Maurel è nato a Toulon nel 1937. Professore di Lettere al liceo Dumont d’Urville dal 1965 al 1997, è padre di cinque figli.
Cresciuto in una famiglia numerosa, le letture dei libri di Alice Miller hanno accresciuto il suo interesse per il tema della violenza educativa, portandolo ad approfondirne le numerose ripercussioni sulla salute psico-fisica dei bambini e sul loro sviluppo. A partire dagli anni ’60, poi, si è fatto promotore di numerose battaglie sociali contro la violenza nel mondo e il traffico di armi.
Ha fondato l’associazione Oveo (Osservatorio sulla violenza educativa ordinaria), con lo scopo di descrivere tutte le forme di violenza comunemente accettate in tutto il mondo, a scuola e in famiglia.
Tra i suoi numerosi saggi spiccano La violence éducative, un trou noir dans les sciences humaines, éditions l'Instant Présent, 2012, Oui la nature humaine est bonne!, Robert Laffont, 2009, La Fessée: questions sur la violence éducative, La Plage, 2004, préface par Alice Miller (tradotto in Italia dal Leone Verde Edizioni), Oedipe et Laïos: Dialogue sur l'origine de la violence, Éditions L'Harmattan, 2003, La non violence active, La Plage, 2001.

La maggior parte dei mali che affliggono adulti e bambini (depressione, tendenza ad avere incidenti, delinquenza…) è legata al modo in cui questi ultimi sono stati trattati in età evolutiva.
Le punizioni corporali sono pericolose per i bambini, in quanto le conseguenze della violenza rimangono permanenti sul corpo e nella psiche. Nel più lungo periodo, inoltre, molti studi dimostrano come questa pratica sia un fattore importante nello sviluppo di comportamenti violenti e sia associata ad altri problemi durante l’infanzia e nella vita. Allora come possiamo educare anche i più discoli o i più aggressivi?

Questa guida ci permette di aprire gli occhi senza colpevolizzarci, rispondendo con chiarezza a queste e a molte altre domande. Man mano che procediamo nella lettura, usciamo poco a poco da tutto ciò che ci è stato inculcato nel corso della vita
Del resto, è stato forse dimostrato che schiaffi e sculacciate rendono più obbedienti i bambini? Migliorano forse l’apprendimento?
Spesso non si riflette sull’impatto estremamente distruttivo di tali abitudini, perché la gente non si pone domande come: è possibile educare senza picchiare? Se sì come?

Alla fine constatiamo che non è giusto, anzi è addirittura nefasto, picchiare una piccola creatura.

“La sculacciata è un regalo non solo per quei tantissimi giovani che ancora non hanno figli, ma anche (e soprattutto) un dono per tutti i bambini che nasceranno, i cui genitori avranno avuto la fortuna di leggerlo.”
Alice Miller

“Un libro davvero bello da offrire con urgenza a tutti i giovani genitori.”
La Croix

“Un libro che si legge con facilità. Dalla prima all’ultima pagina pone domande che non lasceranno nessuno indifferente.”
Cahiers de la puéricultrice

“Esauriente, intelligente e istruttivo.”
Parents


Recensione di Psicologo Infanzia

Recensione di Genitorichannel

Recensione di Amazon

Recensione di Macrolibrarsi

7 recensioni per La sculacciata

  1. Anna

    va bene anche per genitori che hanno gia bimbu di 7anni e hanno gia dato qualche sculacciata sentendosi poi malissimoooo

  2. Veronica

    Buongiorno,

    E’ possibile sapere quando sarà disponibile il libro La sculacciata” di Olivier Maurel?

  3. SILVIA

    Salve vorrei sapere quando sarà prevista l’uscita.
    Grazie e buon lavoro

  4. Chiara Pagliarini

    Scusate il ritardo con cui rispondo, non mi ero proprio accorta dei commenti! Sono la traduttrice del libro.
    Silvia spero avrai visto che il libro è già uscito e spero tu l’abbia comprato 🙂
    Anna certamente! Il libro è indicato per qualsiasi genitore se senta sempre in crescita” e/o comunque a disagio ogni volta che impartisce un castigo fisico. Capire da dove deriva questa pratica è molto importante!

  5. irene

    Salve, vorrei rispondere ad Elisa… penso di capire il tuo punto di vista, anch’io sono cresciuta con qualche sculacciata e non sono certo una criminale ma rimpiango un po’ di amore e di attenzione e comprensione in più da parte dei miei genitori, sempre attenti alla forma e ai risultati scolastici più che alla felicità mia e di mia sorella.
    Ovvio che non occorre fare un mutuo per comprare la play station, visto che è l’ultima cosa di cui un bambino ha bisogno… bisogna passare più tempo con i nostri figli (anche se uno lavora tutto il giorno e ha due figli, un marito e la casa da gestire, ti assicuro che il tempo si trova, non è la quantità ma la qualità che conta, far sentire ai tuoi figli che ci sei e ci sarai per qualsiasi motivo)e lasciarli liberi di scegliere, non lasciargli fare quello che vogliono, è ben diverso!! Spero di essermi spiegata…La violenza non risolve mai nulla, si insegna solo violenza (anche se si tratta di una sculacciata innocente), è come se ci sculacciassero se facciamo qualcosa di sbagliato al lavoro!!

  6. Chiara

    Sono fermamente convinta che le botte non costituiscano un metodo educativo, ma servano soltanto a calmare la rabbia dei genitori. Sono mamma di un bambino di due anni e di un altro in arrivo, e per nessuna ragione al mondo picchierò mai i miei figli. Voglio che crescano nella pace e nell’armonia, rispettando gli altri. Ma se noi in prima persona non abbiamo rispetto per i bambini, non possiamo pretendere che siano loro ad averne per gli altri. Inoltre: picchiamo forse mai nostro marito quando fa una cosa sbagliata? O riceviamo botte da lui o dai nostri figli quando non ci comportiamo nel modo giusto? Ovviamente no. E’ facile picchiare chi non si può difendere. Ma è altrettanto facile educare con amore. Grazie a chi ha scritto questo libro, a chi l’ha tradotto, a chi lo promuove! Spero che serva ad aprire la mente di tanti..

  7. Marco

    Che le botte non costituiscano un metodo educativo è verissimo, ma ritengo che sculacciare un figlio possa essere un buon metodo educativo che non ha nulla a che fare con la rabbia dei genitori. Ho osservato che attraverso la filosofia della cosiddetta “educazione nonviolenta” i figli non crescono nella pace e nell’armonia, rispettando gli altri, ma nei conflitti con sé stessi e il prossimo in generale. Ho constatato che detta filosofia è sostenuta da chi mette davanti a tutto le proprie opinioni personali circa l’educazione a prescindere dalla realtà dei fatti. Obbiettivamente, occorre prendere atto del fatto che se noi in prima persona abbiamo rispetto per i bambini, è necessario pretendere che loro ne abbiano per sé stessi e per gli altri. Ai miei tempi, anni ’70, a drogarsi era una sparuta minoranza; oggi, 2020, a consumare sostanze sono più dei tre quarti dei giovani e giovanissimi in età puberale. Purtroppo la causa principale dell’odierno degrado sociale è, gira e rigira, sempre riconducibile alle sculacciate mai avute proprio in quanto demonizzate dalla propaganda anti-sculacciata ivi abolite con il terzo millennio. Occorre anzitutto liberarsi da concetti fuorvianti quali: picchiamo forse nostro marito quando fa una cosa sbagliata? Riceviamo botte dal nostro datore di lavoro? Se non picchiamo il cane, perché picchiamo un figlio? Al marito e al datore di lavoro non facciamo il bagnetto e il nostro cane non è intelligente quanto un bambino. Spero che il libro serva ad aprire la mente a più di qualcuno… come a me che dopo averlo letto bene ho compreso che sculacciare i figli è invero un buon metodo educativo.

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